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	<title>luca fanelli&#039;s blog</title>
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		<title>Diversità del “campesinato” brasiliano e delle sue lotte per la cittadinanza (registrazione e traccia intervento)</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 08:56:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucafanelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervento presentato al XXXIV Convegno Internazionale di Americanistica, nella sessione: 19. Centralità dei margini e nuove forme di cittadinanza, coordinata dal Prof. João Pacheco de Oliveira e dal Prof. Roberto Malighetti. Registrazione dell&#8217;intervento Audio (20 min., italiano) Traccia dell&#8217;intervento Il mio contributo cerca di dare conto di una serie di trasformazioni nella relazione tra identità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_673" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.lucafanelli.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/20120509_111638.jpg"><img class="size-medium wp-image-673" style="margin: 10px;" title="Congresso Internazionale di Americanistica. Perugia. 9 maggio 2012." src="http://www.lucafanelli.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/20120509_111638-300x219.jpg" alt="Congresso Internazionale di Americanistica. Perugia. 9 maggio 2012." width="300" height="219" /></a><p class="wp-caption-text">Palazzo dei priori. Congresso Internazionale di Americanistica. Perugia. 9 maggio 2012. Foto di Carla Frova</p></div>
<p>Intervento presentato al <a href="http://www.amerindiano.org/convegno_1.asp?idconv=34&amp;lingo=ita">XXXIV Convegno Internazionale di Americanistica</a>, nella sessione: <strong>19. Centralità dei margini e nuove forme di cittadinanza</strong>, coordinata dal Prof. <strong>João Pacheco de Oliveira</strong> e dal Prof. <strong>Roberto Malighetti</strong>.</p>
<h3>Registrazione dell&#8217;intervento</h3>
<p><a class="wpaudio" href="http://www.lucafanelli.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/006Amerindiano-II09052012.mp3">Audio (20 min., italiano)</a></p>
<h3>Traccia dell&#8217;intervento</h3>
<p>Il mio contributo cerca di dare conto di una serie di trasformazioni nella relazione tra identità collettiva di gruppi abitano la campagna brasiliana, i movimenti che li rappresentano, i dispositivi legislativi che si riferiscono loro e come queste trasformazioni si inseriscono nel quadro della cittadinanza di questi gruppi nella società nazionale.</p>
<p>La mia attenzione si rivolge particolarmente a due gruppi particolari, ovvero i contadini storici del Baixo-Amazonas (Stato del Parà), da un lato, e i <em>quilombola</em> della Vale do Ribeira (Stato di S. Paulo), dall’altra, ma frequenti saranno i riferimenti agli abitanti delle campagne più in generale.</p>
<p>Nessuno di questi due questi gruppi, molto eterogenei al loro interno, hanno sviluppato sino agli anni Settanta del Novecento forme di auto-rappresentazioni forti. Parimenti non hanno sviluppato delle forti organizzazioni che li rappresentino.</p>
<p>Proprio perché tali movimenti rappresentano a tutti gli effetti dei gruppi latenti, senza strumenti di decisione interna e vincolo di rappresentanza, non focalizzeremo la nostra attenzione sull’autorappresentazione identitaria di questi gruppi, che sarà invece posta ai gruppi organizzati (Boudon, Bourricaud, 1989, <em>Action (collective)</em>), che in entrambe i casi sono rappresentati dai villaggi, o da gruppi di villaggi; l’autorappresentazione identitaria dei movimenti sarà quindi lasciata sullo sfondo, e usata come oggetto di confronto con quella dei gruppi. E’ evidente che esistono anche delle differenze e dei conflitti tra le autorappresentazioni dei gruppi organizzati e dei loro membri; anche a questo faremo riferimento.</p>
<p>La cittadinanza è intesa in questa sede come la garanzia effettiva di diritti civili, politici e sociali; la partecipazione alle istituzioni politiche; il senso di appartenenza alle comunità di contesto (cfr. Leydet, 2011).</p>
<h3>Nota metodologica e fonti</h3>
<p>Ricerca non accademica ma sviluppata a partire dal lavoro sul campo.</p>
<p>Riflessione sul rapporto tra i sogni personali e della nostra società e quelli delle persone coinvolte nei progetti di sviluppo locale e la loro società.</p>
<h3>Le domande</h3>
<p>Questi gruppi hanno posto in atto strategie per vedere riconosciuta la loro cittadinanza negli ultimi trent’anni? (Hanno i contadini brasiliani posto in atto delle strategie per vedere riconosciuta la loro cittadinanza negli ultimi trent’anni?)</p>
<p>Hanno queste strategie qualcosa di nuovo? (Queste strategie sono cambiate nel corso degli anni?)</p>
<h3>Due precedenti: 1. Rivendicazione della riforma agraria come giustizia distributiva, successo del concetto di sem terra</h3>
<div align="center">
<table width="90%" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="164"></td>
<td valign="top" width="152">
<p align="left"><strong>Brasile</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="174">
<p align="left"><strong>Baixo-Amazonas</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="167">
<p align="left"><strong>Vale do Ribeira</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="164">
<p align="left">Prima del 1980</p>
</td>
<td valign="top" width="152">
<p align="left">Creazione dei sindacati in Acre</p>
</td>
<td valign="top" width="174">
<p align="left">Creazione della FLONA Tapajós</p>
</td>
<td valign="top" width="167"></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="164">
<p align="left">1980-1984</p>
</td>
<td valign="top" width="152"></td>
<td valign="top" width="174">
<p align="left">- Conquista del STR di Santarém (Leroy, 1989)</p>
</td>
<td valign="top" width="167">
<p align="left">- Lavoro di base della CPT (Santos, Tatto, 2008, p. 10)</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="164">
<p align="left">1985-1989</p>
</td>
<td valign="top" width="152">
<p align="left">- MST, congresso di Curitiba</p>
<p align="left">- 1° incontro nazionale dei seringueiros</p>
</td>
<td valign="top" width="174"></td>
<td valign="top" width="167">
<p align="left">- Lavoro di base della CPT</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="164">
<p align="left">1990-1994</p>
</td>
<td valign="top" width="152"></td>
<td valign="top" width="174"></td>
<td valign="top" width="167">
<p align="left">- Creazione dell’EAACONE e del MOAB</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="164">
<p align="left">1995-1999</p>
</td>
<td valign="top" width="152">
<p align="left">- Frechal reserva quilombola</p>
</td>
<td valign="top" width="174">
<p align="left">- Resex Tapajos-Arapiuns</p>
</td>
<td valign="top" width="167">
<p align="left">- Primi riconoscimenti di terre di quilombo<br />
- Inizio delle attività dell&#8217;Istituto Socioambiental (ISA)</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="164">
<p align="left">2000-2004</p>
</td>
<td valign="top" width="152"></td>
<td valign="top" width="174">
<p align="left">- Consiglio FLONA Tapajós</p>
</td>
<td valign="top" width="167">
<p align="left">- Primi atti amministrativi limiti terre</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="164">
<p align="left">2005-2009</p>
</td>
<td valign="top" width="152"></td>
<td valign="top" width="174"></td>
<td valign="top" width="167">- Rafforzamento dell&#8217;intervento dell&#8217;ISA</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="164">
<p align="left">2010-2012</p>
</td>
<td valign="top" width="152"></td>
<td valign="top" width="174"></td>
<td valign="top" width="167">
<p align="left">- Primo titolo definitivo</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p>Nel decennio della democratizzazione e in quello successivo, a livello brasiliano, la principale forma di rivendicazione della cittadinanza è stata quella che va sotto la bandiera della riforma agraria. Questa rivendicazione è stata portata avanti da soggetti molto diversi, a livello locale, statale e nazionale. A livello nazionale i soggetti più significativi che si sono fatti promotori di questa rivendicazioni, in modi molto diversi e spesso contrapposti sono stati il movimento sindacale e il Movimento Sem Terra (MST).</p>
<p>Questo di fatto ripropone in chiave nuova ma in termini molto simili alla contrapposizione tematizzata dalla teologia della liberazione tra oppresso e oppressore, categorie ovviamente ideali.</p>
<h3>Due precedenti: 2. Questione agraria oltre la riforma agraria: la tortuosa storia dell’identità contadina</h3>
<p>Se il Movimento Sem Terra si concentrava sin da subito sulla dimensione dell’accesso alla risorsa per eccellenza, la terra, come elemento di cittadinanza, i sindacati dei lavoratori della terra diversificavano molto di più la loro richiesta, indirizzandola soprattutto nei termini di benefici; il legame più pratico e meno ideologico tra leader sindacali nazionali e leader locali, e tra questi e il gruppo latente da questi rappresentato, ha fatto sì che anche le auto-rappresentazioni identitarie siano state meno rilevanti e meno efficaci.</p>
<p>Ciò nonostante, in un ambito più tecnico che di movimento sociale, sorge il termine agricoltura familiare, che verrà ad assumere nel corso degli anni una forza crescente, sussumendo, a suon di politiche pubbliche, tutte le società che vivono il rurale.</p>
<p>Contemporaneamente a questi processi, negli anni Ottanta e Novanta del Novecento vanno sviluppandosi rivendicazioni differenti, fondate su categorie di auto-rappresentazione differenti. I due gruppi di cui qui trattiamo interpretano bene due di questi casi.</p>
<h3>I fattori creativi: 1. sviluppo e modo di appropriazione delle risorse naturali</h3>
<p>Nel caso del Baixo-Amazonas iniziano a svilupparsi movimenti che rivendicano allo stesso tempo la garanzia dell’accesso alle risorse naturali e l’accesso a beni e servizi. Come nel caso dell’Acre, dove questo tipo di movimenti hanno inizio, tre fattori ne favoriscono la nascita:</p>
<p>a) la conquista dei sindacati dei lavoratori della terra da parte di componenti più combattive – fenomeno che caratterizza tutto il Brasile negli anni appena anteriori e appena posteriori alla democratizzazione</p>
<p>b) la scia della forte pressione imposta alle popolazioni amazzoniche da parte dei progetti di colonizzazione intrapresi dalla dittatura militare</p>
<p>c) l’affermarsi di un modello preservazionista per quanto riguarda le risorse naturali, con la creazione dei parchi</p>
<p>I contadini amazzonici si riappropriano del modello preservazionista imposto dall’esterno, che viene trasformato in uno strumento di rivendicazione di diritti.</p>
<p>Essi propongono un nuovo «patto» alla società nazionale, in cui, in cambio della garanzia della terra, «offrono» la conservazione delle risorse naturali.</p>
<h3>I fattori creativi 2. la giustizia riparatrice</h3>
<p>Lo spartiacque è il dispositivo che istituisce i quilombo nella costituzione del 1988.</p>
<p>Nel momento in cui entra nella Costituzione, nemmeno i costituenti hanno ben chiaro di che cosa si tratta: in quel momento ci si riferisce soprattutto all’eredità dei quilombo storici, laddove invece, in breve tempo, verrà alla luce la realtà ampia e multiforme dei quilombo contemporanei.</p>
<p>Attraverso la risemantizzazione e la produzione del concetto di quilombo, il richiamo alla tradizione e a un’identità di gruppo, si trasforma in uno strumento forte di rivendicazione di uno spazio nella società.</p>
<p>Nel caso della Vale do Ribeira questo processo impiega un tempo più lungo che in altre parti del paese: il lavoro di sensibilizzazione, portato avanti da soggetti esterni, inizia negli anni Novanta, e i primi riconoscimenti risalgono agli anni in cui Frechal diventa resex quilombola.</p>
<h3>I fattori di crisi: uno sguardo più ampio</h3>
<p>L’affermarsi di queste nuove dimensioni di rivendicazione della cittadinanza si accompagnano a una crisi delle altre strategie.</p>
<p>I motivi:</p>
<p>a) La progressiva distinzione concettuale (e politica) della questione agraria, dalla questione dello sviluppo economico.</p>
<p>b) La debolezza dei grandi mediatori – MST, CPT – che,<em> malgré tout</em>, non riescono a sussumere nella categoria sem terra – uno spettro più ampio di soggetti sociali locali.</p>
<p>Ma ciò che vogliamo sottolineare ora è soprattutto l’inefficacia di queste dimensioni di rendere conto di dimensioni non riducibili, ovvero il rapporto che i soggetti hanno con i territori d’origine, con i territori e la dimensione geografica, ovvero dove le persone si trovano. Elementi che, fra l’altro, tornano all’ordine del giorno quando si creano gli insediamenti stessi. Tutto questo a fronte invece di una contrapposizione oppressi – oppressori molto più generale di queste.</p>
<p>Secondo Almeida (Almeida, 2008) le nuove identità collettive si sovrappongono a quella sindacale senza rottura, mentre a mio parere questa rottura c’è: l’adesione al sindacato rimane strumentale, mentre le rivendicazioni si concentrano sull’aspetto più identitario, relativo al particolare rapporto con le risorse naturali o a un particolare legame con un passato storico.</p>
<p>Insomma la riproposizione dell’accesso alla terra di pone proprio facendo appello ad elementi che nella concezione più generalista non erano considerati, e passando da un concetto generico di giustizia sociale, a concetti radicati in dimensioni meno laiche e più <em>viscerali</em>, quali le radici nella terra, il diritto originario alla terra, un modo di vita culturalmente diverso – pur se inseriti, ad altro livello, nel quadro dei diritti umani. Questo si inserisce in una più ampia e profonda crisi di modelli universalistici di cittadinanza, a favore di modelli differenzialisti (Leydet, 2011, §2), sebbene le diseguaglianze, per quanto invocate come «naturali» &#8211; proprio in risposta a questo nuovo quadro ideologico – vengono subitamente depurate di questo elemento e convertite in diseguaglianze sociali<a href="#_ftn1">[1]</a>.</p>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>1) Sia i contadini storici amazzonici, sia i quilombo hanno messo in atto negli ultimi trent’anni delle strategie per accedere ai diritti civili, politici e sociali, rivendicando un ruolo nelle società di contesto</p>
<p>a) per il particolare rapporto con le risorse naturali, più rispettoso e quindi utile o a controbilanciare l’uso indiscriminato o a proporre un diverso modello di sviluppo e/o</p>
<p>b) per un debito storico che la società stessa ha nei loro confronti.</p>
<p>2) Queste strategie sono state a diverso titolo interpretate sia a livello di gruppi latenti, sia a livello di gruppi organizzati (villaggi), sia infine di strategie famigliari e individuali, sebbene in costante conflitto tra una dimensione di auto-rappresentazione esterna e una di auto-rappresentazione e pratica interna.</p>
<p>3) Queste strategie rappresentano una reale novità, in quanto spostano l’accento da una giustizia sociale basata sulle risorse a dimensioni più innervate con l’identità.</p>
<p>4) Proprio anche per questo motivo, il senso di appartenenza alla comunità di contesto, invece di darsi per via di assimilazione, si dà per via di identificazione, proponendo quindi alla società nazionale di accettare una diversità, della quale essi sono componenti. Ciò sembra in qualche modo proporre una strada, seppur precaria e provvisoria, al superamento dell’aporia costituita dalla contrapposizione etimologica tra la cittadinanza e l’essere contadino, ovvero non-cittadino.</p>
<h3>Bibliografia</h3>
<p>Alfredo Wagner B. de Almeida, <em>Terra de quilombo, terras indígenas, “babaçuais livre”, “castanhais do povo”, faixinais e fundos de pasto: terras tradicionalmente ocupadas</em>, PGSCA &#8211; UFAM, Manaus 2008</p>
<p>Raymond Boudon, François Bourricaud, <em>A critical dictionary of sociology</em>, Routledge, 1989 [1986]</p>
<p>Alessandro Cavalli, <em>Classe</em>, in Norberto Bobbio, Nicola Matteucci and Gianfranco Pasquino (a cura di), <em>Dicionário de política</em>, Universidade de Brasília, Brasília 1998<sup>11</sup> [1983]</p>
<p>Jean-Pierre Leroy, <em>Uma chama na Amazônia. Campesinato, consciência de classe e educação. O Movimento Sindical dos Trabalhadores Rurais de Santarém (1974-85)</em>, Tesi (FGV), 1989</p>
<p>Dominique Leydet, <em>Citizenship</em>, The Stanford Encyclopedia of Philosophy, Aug. 1, 2011, Indirizzo: <a href="http://plato.stanford.edu/">http://plato.stanford.edu/</a>, consultato il: 31/03/2012</p>
<p>Katia M. Pacheco dos Santos, Nilto Tatto, <em>Agenda Socioambiental de Comunidades Quilombolas do Vale do Ribeira</em>, Instituto Socioambiental, São Paulo 2008</p>
<div>
<h3>Note</h3>
<div>
<p><a title="" href="#_ftnref1">[1]</a> Todos “estão de acordo em pensar que as classes sociais são uma conseqüência das desigualdades existentes na sociedade. Isto já permite uma rigorosa delimitação dos fenômenos que entram nos limites da aplicação do conceito de Classe, uma vez que: 1) torna possível excluir tudo o que entra na categoria das desigualdades naturais; 2) faz referência apenas às desigualdades que não são casuais e se revelam de modo sistemático e estruturado. <em>Isso não impede, porém, que haja desigualdades naturais que adquirem relevância na sociedade e se convertem, por isso, em desigualdades sociais</em>&#8221; (Alessandro Cavalli, <em>Classe</em>, in Norberto Bobbio, Nicola Matteucci and Gianfranco Pasquino (a cura di), <em>Dicionário de política</em>, Universidade de Brasília, Brasília 1998<sup>11</sup> [1983], p. 169-170, corsivo mio).</p>
</div>
</div>
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		<title>La ville</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 16:34:10 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter  wp-image-656" title="La ville" src="http://www.lucafanelli.net/blog/wp-content/uploads/2012/04/2012_03_24_medium-1024x256.jpg" alt="La ville" width="700" height="175" /></p>
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		<title>Cenni sui quilombos in Brasile</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 21:05:55 +0000</pubDate>
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		<title>Concezione</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 21:07:59 +0000</pubDate>
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		<title>Noterelle statistiche sulla campagna brasiliana ed italiana II</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 21:08:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal maggio scorso, quando sono tornato stabilmente a vivere in Italia, ad oggi (315 giorni, per l&#8217;esattezza), ho avuto modo di occuparmi della campagna italiana indirettamente. Questo è un cambiamento rilevante di prospettiva, giacché negli ultimi sette anni ho lavorato in campagna, o per la campagna; non mi si può certo chiedere una descrizione equilibrata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_616" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.lucafanelli.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/20120325_campagna-paranacity.jpg"><img class="size-full wp-image-616" title="La città rurale di Paranacity (Brasile) e la campagna circostante. Immagine di Google Earth" src="http://www.lucafanelli.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/20120325_campagna-paranacity.jpg" alt="La città rurale di Paranacity (Brasile) e la campagna circostante. Immagine di Google Earth" width="300" height="250" /></a><p class="wp-caption-text">La città rurale di Paranacity (Brasile) e la campagna circostante. Immagine di Google Earth</p></div>
<p>Dal maggio scorso, quando sono tornato stabilmente a vivere in Italia, ad oggi (315 giorni, per l&#8217;esattezza), ho avuto modo di occuparmi della campagna italiana <em>indirettamente.</em> Questo è un cambiamento rilevante di prospettiva, giacché negli ultimi sette anni ho <em>lavorato </em>in campagna, o <em>per </em>la campagna; non mi si può certo chiedere una descrizione equilibrata del Brasile, perché il mio punto di vista è stato quello dei piccoli contadini: delle sfide, delle difficoltà, delle politiche che li riguardano.</p>
<p>Non ho mancato di camminare per le strade di São Paulo: l&#8217;aristocratica decaduta Rua São João, le verdeggianti strade che dall&#8217;avenida Higienopolis portano allo stadio Pacaembu, la rua Guabijú, dove si trova <a href="http://www.museudacidade.sp.gov.br/casadotatuape.php">una delle più antiche case</a> della città (XVII sec.) e mille altre che non sto qui a dire (visto il titolo del post); ma ero pur sempre turista, che visitava ed ammirava la città nella sua multiforme fenomenologia.</p>
<p>La prima occasione di occuparmi di questioni rurali in Italia è stata l&#8217;organizzazione del dibattito &#8220;Insicurezza alimentare, cause e risposte. dalla crisi in Africa Orientale a noi&#8221;, per ActionAid (<a href="http://www.facebook.com/notes/actionaid-torino/resoconto-del-dibattito-insicurezza-alimentare-cause-e-risposte-dalla-crisi-in-a/335016436513952">vai qui per un resoconto</a>). Sebbene la discussione si sia incentrata soprattutto sull&#8217;insicurezza alimentare dei paesi del Sud del mondo, ed in particolare di quelli più poveri, in particolare Daniele Scaglione e Giorgio Cingolani hanno toccato argomenti che riguardano la campagna italiana. Anche un seminario sul progetto &#8220;<a href="http://www.4cities4dev.eu/">Four cities for dev</a>&#8221; mi ha dato alcuni spunti interessanti, in particolare sulla cattiva nutrizione come aspetto dell&#8217;insicurezza alimentare, sulla ri-educazione alla conoscenza del cibo e sulle mense scolastiche.</p>
<p>Uno degli spaccati più ricchi di questa situazione mi è stato però dato dalla partecipazione al <span class="st"><a href="http://www.aiab.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=1243:primo-piano-congresso&amp;catid=115:in-primo-piano&amp;Itemid=238">Congresso Federale AIAB</a>, che si è tenuto a Milano, tra 1 e il 4 dicembre del 2011, e lo scambio di idee con tante persone che si impegnano su queste tematiche in particolare in Piemonte.</span></p>
<p><span class="st"> Per quanto le statistiche &#8211; soprattutto quando riguardano regioni così vaste e diversificate come il Brasile o l&#8217;Italia &#8211; siano poco significative, è necessario tenere conto di due questioni fondamentali &#8211; una prevalentemente economica, l&#8217;altra prevalentemente sociale:</span></p>
<ul>
<li><span class="st">le <strong>dinamiche dell&#8217;economia brasiliana</strong> ed italiana degli ultimi 30-40 anni sono quasi opposte, con una crescita sostenuta della prima, ed una crescita molto moderata della seconda, in tutti i settori, ma in particolare in quello agricolo, tanto che, in questo breve lasso di tempo, da una preminenza italiana quanto ai due indicatori, si passa ad una situazione in cui il prodotto interno lordo brasiliano giunge vicino a quello italiano, mentre il prodotto  interno agricolo brasiliano ha un valore doppio a quello italiano (dati 2009); tutto ciò accompagnato da una crescita superiore anche dell&#8217;indice dello sviluppo umano (cfr. Allegato);</span></li>
<li><span class="st">grosso modo il mondo rurale brasiliano, da un punto di vista sociale, di può suddividere in <strong>tre categorie</strong>: le grandi imprese agricole (<em>agricultura patronal</em>), che rappresentavano nel 1995 l&#8217;11% delle imprese e possedevano il 68% della terra, le unità di produzione familiare che generano una eccedenza, grande o piccola, di prodotto, immessa sul mercato e le unità di produzione familiare che dipendono, lievemente o significativamente, da apporti esterni per la loro sopravvivenza; Guanziroli e al. 2001 (p. 79-80) dividono l&#8217;universo dell&#8217;agricoltura familiare in quattro categorie: agricoltori capitalizzati (8,4% delle unità di produzione e 19% de valore lordo della produzione), agricoltori in via di capitalizzazione (20% e 11% rispettivamente), agricoltori in via di decapitalizzazione (16,9% e 4%) e agricoltori decapitalizzati (39,4% e 4%); questa ultima categoria, benché meno consistente numericamente della seconda, è particolarmente visibile in quanto soggetto-oggetto di molti interventi nazionali ed internazionali; per quanto riguarda l&#8217;Italia, benché ogni categoria abbia le sue sfumature interne, è forse più appropriato parlare di <strong>due categorie</strong>, una a conduzione diretta, l&#8217;altra a conduzione con salariati; ma benché la prima forma sia ancora più preponderante (91% sul totale delle unità di produzione), il rapporto con l&#8217;area coltivata è invertito, visto che questi coltivano il 63% della terra (per le statistiche di questo punto, cfr.ISTAT 2004, Tav. 1.1 &#8211; Aziende e relativa superficie totale per forma di conduzione e titolo di possesso dei terreni e Guanziroli 2000; questo tema è già trattato nella I noterella, alla quale <a title="Noterelle statistiche sulla campagna italiana e brasiliana" href="http://www.lucafanelli.net/blog/2010/12/stat-bra-it-1/">rimandiamo</a>).</span></li>
</ul>
<p>Tenendo sempre a mente queste due fondamentali differenze, provo, in prima approssimazione e in modo del tutto impressionistico, a elencare alcune difficoltà e sfide che, a diverso titolo, si pongono sia per la piccola agricoltura brasiliana, sia per quella italiana.</p>
<ul>
<li><strong>Produzione e trasformazione</strong></li>
<ul>
<li>Concentrazione delle terre [<em>il problema ha dimensioni molto diverse in Italia e in Brasile, come le statistiche sopra citate mostrano; è però significativo che nell'ultimo decennio le aziende agricole in Italia siano diminuite del 32,2% e sia cresciuta del 44,4% la loro dimensione media, nonché che vi sia un vero e proprio boom delle  terre in affitto (ISTAT 2011, p. 1 e 3)</em>]</li>
<li>Mancanza di ricerca sull&#8217;agricoltura sostenibile</li>
<li>Mancanza di mano d&#8217;opera qualificata in agricoltura [<em>il  Brasile ha bene o male quasi 20% della popolazione che vive in aree rurali, contro il 4-6% dell'Italia; a livello relativo, in entrambe i contesti, si rileva però una scarsità di mano d'opera</em>]</li>
<li>Bassa remunerazione del lavoro del lavoro agricolo</li>
<li>Norme igieniche eccessive e standardizzazione, anche per la piccola agricoltura [<em>benché in Brasile si sia affermato negli ultimi vent'anni il concetto di agricoltura familiare - un concetto questo più utile per impostare determinate politiche pubbliche, ad es. il credito, che come concetto analitico - la situazione a livello di standardizzazione sta peggiorando drasticamente, anche perché gli strumenti analoghi alle "denominazioni di origine protetta" sono di uso più circoscritto"</em>]</li>
<li>Questione del consumo del territorio, in relazione con la valorizzazione dei terreni agricoli</li>
<li>Semi</li>
</ul>
<li><strong>Commercializzazione</strong></li>
<ul>
<li>Strapotere della grande distribuzione</li>
<li>Difficoltà nel definire modelli di incontro domanda-offerta dei prodotti su base di relazione che si possano estendere ad un maggior numero di persone (<em>mainstreaming </em>dei gruppi d&#8217;acquisto solidale)</li>
<li>Polarizzazione dei consumi alimentari</li>
<li>Scarsa conoscenza dei cittadini dei prodotti agricoli</li>
</ul>
</ul>
<h3> Allegato</h3>
<table width="835" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr style="height: 12.75pt;" bgcolor="#CCCCCC">
<td class="xl25" style="height: 12.75pt; width: 134pt;" width="179">Indicatori &#8211; Paesi/ Anni</td>
<td class="xl26" style="width: 55pt; text-align: center;" width="97">1971</td>
<td class="xl26" style="width: 66pt; text-align: center;" width="102">1981</td>
<td class="xl26" style="width: 56pt; text-align: center;" width="75">1991</td>
<td class="xl26" style="width: 55pt; text-align: center;" width="73">2001</td>
<td class="xl26" style="width: 55pt; text-align: center;" width="73">2009</td>
<td class="xl26" style="width: 55pt; text-align: center;" width="236">Fonte</td>
</tr>
<tr style="height: 12.75pt;" bgcolor="#FFFF99">
<td class="xl31" style="height: 12.75pt; width: 134pt;">Brasile, PIL (1971=100)</td>
<td class="xl33">
<div align="right">100</div>
<div align="right">(val. ass. 322.378)</div>
</td>
<td class="xl33">
<div align="right">197</div>
</td>
<td class="xl33">
<div align="right">243</div>
</td>
<td class="xl33">
<div align="right">312</div>
</td>
<td class="xl33">
<div align="right">439</div>
</td>
<td class="xl33 style1">Reais of 1999 (R$ milhões). Fonte: IBGE 2000</td>
</tr>
<tr style="height: 12.75pt;" bgcolor="#FFFF99">
<td class="xl31" style="height: 12.75pt; width: 134pt;">Italia, PIL (1971=100)</td>
<td class="xl32" align="right">100(val. ass. 744.410)</td>
<td class="xl33">
<div align="right">144</div>
</td>
<td class="xl33">
<div align="right">184</div>
</td>
<td class="xl33">
<div align="right">216</div>
</td>
<td class="xl33">
<div align="right">220</div>
</td>
<td class="xl33 style1">US $ prezzi costanti * 1 milione. Fonte: OECD</td>
</tr>
<tr style="height: 12.75pt;" bgcolor="#99FF99">
<td class="xl31" style="height: 12.75pt; width: 134pt;">Brasile<span class="xl27">, PIL agricoltura e zootecnia (1971 = 100)</span></td>
<td class="xl32" align="right">100(val. ass. 25.099)</td>
<td class="xl34" align="right">155</td>
<td class="xl34" align="right">205</td>
<td class="xl34" align="right">321</td>
<td class="xl34" align="right">449</td>
<td class="xl34" style="text-align: left;" align="right"><span class="xl33 style1">Gross Production Value (constant 2004-2006 million US$) (USD), Agriculture (PIN) + Livestock (PIN). Fonte: FAOStat</span></td>
</tr>
<tr style="height: 12.75pt;" bgcolor="#99FF99">
<td class="xl31" style="height: 12.75pt; width: 134pt;">Italia<span class="xl27">, PIL agricoltura e zootecnia (1971 = 100)</span></td>
<td class="xl32" align="right">100(val. ass. 48.683)</td>
<td class="xl34" align="right">115</td>
<td class="xl34" align="right">121</td>
<td class="xl34" align="right">120</td>
<td class="xl34" align="right">119</td>
<td class="xl34" style="text-align: left;" align="right"><span class="xl33 style1">Gross Production Value (constant 2004-2006 million US$) (USD), Agriculture (PIN) + Livestock (PIN). Fonte: FAOStat</span></td>
</tr>
<tr style="height: 12.75pt;" bgcolor="#99FFFF">
<td class="xl27" style="height: 12.75pt; width: 134pt;">Brasile, Indice di Svluppo Umano (1981 = 100)</td>
<td class="xl32"></td>
<td class="xl32" align="right">100(val. ass. 0,685)</td>
<td class="xl34" align="right">104</td>
<td class="xl34" align="right">115</td>
<td class="xl34" align="right">119</td>
<td class="xl34" style="text-align: left;" align="right">Human Development Report 2009</td>
</tr>
<tr style="height: 12.75pt;" bgcolor="#99FFFF">
<td class="xl27" style="height: 12.75pt; width: 134pt;">Italia, Indice di Svluppo Umano (1981 = 100)</td>
<td class="xl32"></td>
<td class="xl32" align="right">100(val. ass. 0,857)</td>
<td class="xl34" align="right">104</td>
<td class="xl34" align="right">108</td>
<td class="xl34" align="right">111</td>
<td class="xl34" style="text-align: left;" align="right">Human Development Report 2009</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3>Bibliografia</h3>
<p>Carlos Enrique Guanziroli, Silvia Elizabeth de C. S. Cardim (a cura di), Novo retrato da agricultura familiar. O Brasil redescoberto, FAO/INCRA, 2000</p>
<p>Carlos Guanziroli, Ademar Romeiro, Antônio Márcio Buainain, Alberto Di Sabbato, Gilson Bittencourt, <em>Agricultura familiar e reforma agrária no século XXI</em>, Garamond, Rio de Janeiro 2001</p>
<p>IBGE, Estatísticas do Século XX, Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística, Rio de Janeiro 2000</p>
<p>ISTAT, 5° Censimento generale dell&#8217;agricoltura &#8211; 2000. Volume tematico: Le imprese agricole, Roma 2004</p>
<p>ISTAT, Comunicato stampa, VI Censimento Generale dell&#8217;Agricoltura, lug. 2011, Indirizzo: http://censimentoagricoltura.istat.it/fileadmin/template/main/res/comunicato_breve_def_.pdf, consultato il: 10/12/2012</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>The differentiation of the Brazilian peasantry and its struggles for citizenship</title>
		<link>http://www.lucafanelli.net/blog/2012/03/differentiation-brazilian-peasantry-struggles-citizenship/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 21:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Content]]></category>
		<category><![CDATA[English]]></category>
		<category><![CDATA[countryside]]></category>
		<category><![CDATA[peasantry]]></category>
		<category><![CDATA[quilombos]]></category>

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		<description><![CDATA[The following abstract I submitted was accepted for the session Margins centrality and new forms of citizenship of the XXXIV Convegno Internazionale di Americanistica (Perugia 2012):  The differentiation of the Brazilian peasantry and its struggles for citizenship Abstract: The struggle for agrarian reform, from the Seventies of the XX century, involved a wide range of [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_603" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.lucafanelli.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/DSCN0733_pic.jpg"><img class="size-medium wp-image-603" title="Group of peasants debates during a workshop of the &quot;juçara network&quot;. Quilombo of Campinho (Rio de Janeiro). 2010. Credits: Luca Fanelli/ ISA/ Rede Juçara" src="http://www.lucafanelli.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/DSCN0733_pic-300x191.jpg" alt="Group of peasants debates during a workshop of the &quot;juçara network&quot;. Quilombo of Campinho (Rio de Janeiro). 2010. Credits: Luca Fanelli/ ISA/ Rede Juçara" width="300" height="191" /></a><p class="wp-caption-text">Group of peasants debates during a workshop of the &quot;juçara network&quot;. Quilombo of Campinho (Rio de Janeiro). 2010. Credits: Luca Fanelli/ ISA/ Rede Juçara</p></div>
<p>The following abstract I submitted was accepted for the session <strong>Margins centrality and new forms of citizenship</strong> of the <strong>XXXIV Convegno Internazionale di Americanistica</strong> (Perugia 2012):</p>
<p><em><strong> The differentiation of the Brazilian peasantry and its struggles for citizenship</strong></em></p>
<p>Abstract: The struggle for agrarian reform, from the Seventies of the XX century, involved a wide range of social and political actors and fostered a new citizenship for rural (and urban) marginalized people. During the Nineties, within the rural arena, struggles of a new kind rose; their ground wasn’t any more a concept of “class”, as it is the case for the above mentioned struggles. In particular, the actors claimed the land based on: a) a specific relationship with natural resources (related to ecology and sustainable development) and b) the historical debt the nation contracted with the former afro-descendant slaves (<em>remanescentes de quilombos</em>).</p>
<p>This session will be held in <strong>Perugia, Wednesday, March the 9th, 2012</strong>.</p>
<hr />
<p align="left">Intervento presentato al <a href="http://www.amerindiano.org/convegno_1.asp?idconv=34&amp;lingo=ita">XXXIV Convegno Internazionale di Americanistica</a>, nella sessione: <strong>19. Centralità dei margini e nuove forme di cittadinanza</strong>, coordinata dal Prof. João Pacheco de Oliveira e dal Prof. Roberto Malighetti.</p>
<p align="left"><strong>Diversità del “campesinato” brasiliano e delle sue lotte per la cittadinanza</strong></p>
<p align="left">La lotta per la riforma agraria, che, dagli anni Settanta del Novecento, ha coinvolto in Brasile un ampio spettro di forze sociali e politiche, ha promosso una nuova cittadinanza per popolazioni rurali (e urbane) marginalizzate. Nel corso degli anni Novanta si sono progressivamente andate affermando, nell’ambito rurale, nuove bandiere di lotta, la cui base prevalente non era più “di classe”, come è nel caso delle lotte appena menzionate per la riforma agraria. In particolare si sono azionati gruppi che hanno rivendicato la terra: a) in nome di un particolare rapporto con le risorse naturali (con riferimento all’ecologia e allo sviluppo sostenibile) e b) in nome del debito storico che la nazione ha contratto con gli ex-schiavi di origine africana (i <em>remanescentes de quilombos</em>).</p>
<hr />
<p align="left">Ponencia apresentada no <a href="http://www.amerindiano.org/convegno_1.asp?idconv=34&amp;lingo=ita">XXXIV Congresso Internacional de Americanistica</a>, na sessão <strong>19. Centralidade dos margens e novas formas de cidadania</strong>, coordenada pelo Prof. João Pacheco de Oliveira e pelo Prof. Roberto Malighetti.</p>
<p align="left"><strong>A diferenciação do campesinato brasileiro e as suas lutas para a cidadania</strong></p>
<p align="left">A luta pela reforma agrária, que, desde a década de Setenta dos Novecentos, envolveu no Brasil um amplo leque de forças sociais e políticas, promoveu uma nova cidadania para os povos marginalizados do campo (e da cidade). No decorrer da década de Noventa foram se afirmando, no campo, novas bandeiras de luta, cuja base não era mais a “classe”, como era no caso das lutas pela reforma agrária das quais falamos. Especificamente, ativaram-se grupos que reivindicavam a terra: a) baseados numa relação peculiar com os recursos naturais (em relação à ecologia e desenvolvimento sustentável) e b) baseados na dívida histórica que a nação tem em relação aos descendentes de escravos de origem africana (é o caso dos remanescentes de quilombo).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>The right to change</title>
		<link>http://www.lucafanelli.net/blog/2012/02/right-to-change/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 19:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[English]]></category>
		<category><![CDATA[end poverty]]></category>
		<category><![CDATA[publication]]></category>

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		<description><![CDATA[On the occasion of the United Nations&#8217; World Day of Social Justice, ActionAid International Italy launched a new book: Il diritto di cambiare. Le sfide della giustizia sociale in Italia e nel mondo [The right to change. The challenges of the social justice in Italy and in the world] (ed. Infinito). &#8220;Social justice &#8211; as [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_575" class="wp-caption alignright" style="width: 192px"><a href="http://www.lucafanelli.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/actionaid_diritto-di-cambiare-copertina_2012_pic.jpg"><img class="size-full wp-image-575" title="Cover &quot;Il diritto di cambiare&quot;" src="http://www.lucafanelli.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/actionaid_diritto-di-cambiare-copertina_2012_pic.jpg" alt="Cover of the ActionAid's book &quot;Il diritto di cambiare&quot;" width="182" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Cover of the ActionAid&#39;s book &quot;Il diritto di cambiare&quot;</p></div>
<p>On the occasion of the United Nations&#8217; <a href="http://www.un.org/en/events/socialjusticeday/">World Day of Social Justice</a>, <a href="http://www.actionaid.it">ActionAid International Italy</a> launched a new book: <em>Il diritto di cambiare. Le sfide della giustizia sociale in Italia e nel mondo </em>[The right to change. The challenges of the social justice in Italy and in the world] (ed. Infinito).</p>
<p>&#8220;Social justice &#8211; as we read on the back cover &#8211; is the opportunity for everyone to be included in her/his own society, to participate to the decision making that affect him/her, and to be granted a sufficient level of security, of education and of access to information&#8221;.</p>
<p>But why &#8220;the right to change&#8221;? In order to mainstream social justice, a deep change is needed; and the willingness of a person and of a community «to engage him/herself is the first requirement for those who pursue a change» (p. 10).</p>
<p>The book points out some cases of promotion of the social justice, in the Southern as in the Northern part of the world, organised in three main areas: food right, women rights and citizen participation.</p>
<p>The book resulted from a joint work within the organisation. I contributed with the research for the case related to food right in Italy.</p>
<p><a href="http://www.actionaid.it">ActionAid International Italy web site</a>.</p>
<p><a href="http://www.infinitoedizioni.it/prodotto.php?tid=178">Link to book page on the publisher website</a> (in Italian).</p>
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		<title>New function on tropos: relationships</title>
		<link>http://www.lucafanelli.net/blog/2012/01/tropos-relationships/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 11:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[EN] Now is possible to see if and how two persons/ institutions are related one to another. On the &#8220;list&#8221; page of the tropos website, choose two persons/ institutions and see if they are related, and who&#8217;s the &#8220;bridge&#8221; between the two ones. The results are still limited to a two-step relationship; in other words, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-567 alignright" title="Tropos, relationships" src="http://www.lucafanelli.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/20120128_tropos_relationship.jpg" alt="" width="497" height="330" />[EN] Now is possible to see if and how two persons/ institutions are related one to another.</p>
<p>On the &#8220;list&#8221; page of the <a title="Tropos" href="http://www.lucafanelli.net/tropos"><span style="color: #ff6600;"><strong>tropos</strong></span></a> website, choose two persons/ institutions and see if they are related, and who&#8217;s the &#8220;bridge&#8221; between the two ones.</p>
<p>The results are still limited to a two-step relationship; in other words, if there are three step from one persons/ institution until another one, the relationship won&#8217;t be found).</p>
<p>[PT] Agora você pode ver se duas pessoas ou instituições têm relações entre elas.</p>
<p>Na página &#8220;list&#8221; do site <a title="Tropos" href="http://www.lucafanelli.net/tropos"><span style="color: #ff6600;"><strong>tropos</strong></span></a>, escolhe duas pessoas/ instituições e veja se elas têm alguma relação, e quem é a &#8220;ponte&#8221; entre elas.</p>
<p>Por enquanto, os resultados estão limitados a relações de &#8220;dois degraus&#8221;; quer dizer que, se entre uma pessoa/ instituição e uma outra têm tres &#8220;pontes&#8221;, a relação não será encontrada.</p>
<p>[IT] Ora puoi vedere se due persone/ istituzioni hanno una relazione e quale.</p>
<p>Nella pagina &#8220;list&#8221; del sito <a title="Tropos" href="http://www.lucafanelli.net/tropos"><span style="color: #ff6600;"><strong>tropos</strong></span></a>, scegli due  persone/ istituzioni  e osserva se hanno qualche relazione, e qual è il &#8220;ponte&#8221; tra loro.</p>
<p>Per ora, i risultati sono limitati a relazioni di &#8220;secondo grado&#8221;; ovvero, se tra una persona/ istituzione e un&#8217;altra ci sono tre &#8220;ponti&#8221;, il motore di ricerca non individuerà la relazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>CVs updated and social links added</title>
		<link>http://www.lucafanelli.net/blog/2012/01/cvs-updated-4/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 08:12:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Site update/ upgrade]]></category>
		<category><![CDATA[curriculum vitae]]></category>

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		<description><![CDATA[My curricula vitae in English,  Italian and Portuguese were updated. Some links to social network tools I use (twitter, facebook, delicious, linkedin) were added to my website.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>My<img class="alignright" title="Document" src="http://www.lucafanelli.net/images/ico_documento_w.jpg" alt="" width="140" height="171" /> curricula vitae in <a href="http://www.lucafanelli.net/files/LucaFanelli_CV_EN.pdf" target="_blank">English</a>,  <a href="http://www.lucafanelli.net/files/LucaFanelli_CV_IT.pdf" target="_blank">Italian </a>and <a href="http://www.lucafanelli.net/files/LucaFanelli_CV_PT.pdf" target="_blank">Portuguese</a> were updated.</p>
<p>Some links to social network tools I use (<a href="http://www.twitter.com/lucafanelli" target="_blank">twitter</a>, <a href="http://www.facebook.com/fanelliluca" target="_blank">facebook</a>, <a href="http://www.delicious.com/lucafanelli" target="_blank">delicious</a>, <a href="http://www.linkedin.com/in/lucafanelli" target="_blank">linkedin</a>) were added to my website.</p>
<p><br/><br/><br/><br/><br/></p>
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		<title>Campagna italiana 2</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 12:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lucafanelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://www.lucafanelli.net/images_blog/20111227_campagna_italiana.jpg"><img class="aligncenter" title="Campagna italiana 2" src="http://www.lucafanelli.net/images_blog/20111227_campagna_italiana.jpg" alt="" width="500" height="500" /></a></p>
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