Diversità del “campesinato” brasiliano e delle sue lotte per la cittadinanza

Group of peasants debates during a workshop of the "juçara network". Quilombo of Campinho (Rio de Janeiro). 2010. Credits: Luca Fanelli/ ISA/ Rede Juçara
Group of peasants debates during a workshop of the “juçara network”. Quilombo of Campinho (Rio de Janeiro). 2010. Credits: Luca Fanelli/ ISA/ Rede Juçara

Intervento presentato al XXXIV Convegno Internazionale di Americanistica, nella sessione: 19. Centralità dei margini e nuove forme di cittadinanza, coordinata dal Prof. João Pacheco de Oliveira e dal Prof. Roberto Malighetti.

Diversità del “campesinato” brasiliano e delle sue lotte per la cittadinanza

La lotta per la riforma agraria, che, dagli anni Settanta del Novecento, ha coinvolto in Brasile un ampio spettro di forze sociali e politiche, ha promosso una nuova cittadinanza per popolazioni rurali (e urbane) marginalizzate. Nel corso degli anni Novanta si sono progressivamente andate affermando, nell’ambito rurale, nuove bandiere di lotta, la cui base prevalente non era più “di classe”, come è nel caso delle lotte appena menzionate per la riforma agraria. In particolare si sono azionati gruppi che hanno rivendicato la terra: a) in nome di un particolare rapporto con le risorse naturali (con riferimento all’ecologia e allo sviluppo sostenibile) e b) in nome del debito storico che la nazione ha contratto con gli ex-schiavi di origine africana (i remanescentes de quilombos).

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