Sistema di produzione agricolo e patrimonio culturale immateriale

Un sistema di produzione agricolo può diventare patrimonio dell’umanità? Vi sono esempi in Brasile e in Italia? Questo contribuisce alla valorizzazione dei semi tradizionali?

Nell’ultima settimana di agosto si è svolta l’VIII edizione della Feira de Sementes do Vale do Ribeira, organizzata dall’Istituto Socioambiental e dai suoi partner ad Eldorado (SP), Brasile. Di questa manifestazione, alla cui “fondazione” ho partecipato, ho già scritto qui in varie occasioni.

La trasformazione in patrimonio culturale immateriale del sistema di produzione agricolo dei quilombo è stato l’argomento di una delle tavole rotonde (cfr. http://bit.ly/1Kjf7fU); questo processo è molto importante ed interessante, nell’ottica della valorizzazione di un sistema di produzione che rischia di perdersi, sia per pressioni esterne (principalmente gli impedimenti legali all’uso del fuoco), sia interne.

Conservazione dei fagioli per la semina dell'anno successivo. Villaggio Cangume, comune di , (SP), Brasil. Marzo 2009. Foto di Luca Fanelli/ ISA
Conservazione dei fagioli per la semina dell’anno successivo. Villaggio Cangume, comune di , (SP), Brasil. Marzo 2009. Foto di Luca Fanelli/ ISA

E’ significativo che, dei 180 beni immateriali individuati nell’Inventário Cultural de Quilombos do Vale do Ribeira, il primo ad essere stato scelto per avanzare nel processo di riconoscimento, sia il sistema di produzione agricolo tradizionale.

Le implicazioni e le sfide della costruzione dell’inventario della cultura immateriale dei quilombo della Vale do Ribeira sono state oggetto del mio intervento al XXXVII Convegno internazionale di americanistica (Perugia, maggio 2015), di cui riporto qui sotto le slide.

Semi tradizionali in Brasile: contesto e iniziative dell’Istituto SocioambientalSementes tradicionais no Brasil: contexto e atividades do Instituto SocioambientalLandraces in Brazil: context and Instituto Socioambiental’s actions

Il contesto brasiliano è caratterizzato da una presenza massiccia e capillare di semi commerciali, fonte unica della maggior parte degli agricoltori; fanno eccezione tranne i piccoli agricoltori decapitalizzati 1, che mantengono i semi di raccolto in raccolto, acquistandone solo una piccola parte – o non acquistandone – sul mercato. Esistono però numerose iniziative volte alla promozione e al rafforzamento dell’uso di semi tradizionali (landraces) 2.

A livello normativo, i semi tradizionali sono riconosciuti dalle “legge dei semi” del 2003; in questa stessa legge e nei regolamenti attuativi essi ricevono l’esenzione dal registro delle cultivar, favorendone così l’uso; lo scambio e la commercializzazione sono autorizzati; l’ambito di commercializzazione è stato ulteriormente ampliato nell’agosto del 2012. Per contro, la “legge delle cultivar” del 1997, che garantisce la proprietà delle varietà, può essere usata contro gli stessi piccoli agricoltori che usano semi tradizionali 3. Infine, l’assenza di norme specifiche per la regolamentazione dell’accesso alla biodiversità e l’equa ripartizione dei benefici, mette a rischio la diffusione di semi tradizionali e delle informazioni ad essi associate.

L’Istituto Socioambiental opera da molti anni sul tema della biodiversità e della protezione dei saperi delle comunità tradizionali e sul tema dei sistemi di produzione tradizionale 4. In questo quadro, negli ultimi cinque anni, si sono sviluppate e consolidate due iniziative direttamente legate ai semi tradizionali:

  • una, connessa ai semi forestali, che ha portato alla strutturazione della Rede de Sementes do Xingú, in Amazzonia 5;
  • l’altra, legata direttamente ai semi di uso agricolo, nella Vale do Ribeira (stato di S. Paulo).

Questa seconda si è concretizzata nella realizzazione, a partire dal 2008, di una Fiera di scambio di semi e piantini tradizionali dei villaggi di afro-discendenti (quilombo) della Vale do Ribeira 6; la fiera è arrivata nel 2012 alla sua quinta edizione. Sono coinvolte nello scambio di semi più di 15 villaggi di contadini quilombola e quasi 100 agricoltori; nel 2009 sono erano presenti alla fiera semi di 78 specie, e quasi 200 diverse varietà riconosciute dagli agricoltori. Tale iniziativa si è ulteriormente consolidata con la partecipazione degli agricoltori della Vale do Ribeira alla I Fiera di scambio di semi tradizionali dello Stato di S. Paolo. La realizzazione delle fiere ha risollevato l’interesse dei contadini locali per la coltivazione, in particolare di prodotti alimentari; particolari sfide rappresentano localmente la sopravvivenza del sistema locale di produzione di alimenti e un miglioramento partecipativo dei semi tradizionali scambiati.

  1. Questa categoria rappresenta il 39% delle unità di produzione familiare; il valore lordo produzione di questi agricoltori rappresenta il 4% del totale della produzione, ma va considerato che in questo indicatore non rientra la produzione usata per l’auto-sussistenza o commercializzata in modo del tutto informale (cfr. Carlos Guanziroli 2001, Ademar Romeiro, Antônio Márcio Buainain, Alberto Di Sabbato, Gilson Bittencourt, Agricultura familiar e reforma agrária no século XXI, Garamond, Rio de Janeiro 2001 ).
  2. Per una selezione di esperienze, cfr. qui.
  3. La “legge dei semi” è la Lei n. 10.711 del 05/08/2003; il decreto che amplia le possibilità di commercializzazione è il Decreto n. 7.794 del 20/08/2012 (cfr. qui per una breve presentazione). La “legge delle cultivars” è la Lei n. 9.456 del 25/04/1997. Per un approfondimento sulla legislazione brasiliana, e non solo, su semi, biodiversità e equa ripartizione dei benefici e diritti degli agricoltori, cfr. Juliana Santilli, Agrobiodiversidade e direitos dos Agricultores, Peirópolis, São Paulo 2009
  4. L’Istituto Socioambiental (ISA) ha come obiettivo “difendere i beni e i diritti sociali, collettivi e diffusi relativi all’ambiente, al patrimonio culturale, ai diritti umani e dei popoli”. Per maggiori informazioni www.socioambiental.org.
  5. La Rede de Sementes do Xingú “si propone: di realizzare un processo continuativo di formazione di collettori di semi alle sorgenti del fiume Xingú, per rendere disponibili i semi della flora regionale nella quantità e con la qualità richiesta dal mercato; di formare una piattaforma di scambio e commercializzazione dei semi; di valorizzare la foresta nativa e i suoi usi culturali diversificati, creare reddito per gli agricoltori familiari e le comunità indigene e servire come canale di comunicazione e interscambio tra collettori di sementi, vivai, proprietari rurali e altri interessati” (cfr. www.sementesdoxingu.org.br).
  6. Le prime edizioni della fiera sono state realizzate nel quadro del progetto 8596/MAIS/BRA, realizzato da MAÌS e RE.TE, in partnership con l’Istituto Socioambiental, con il cofinanziamento del Ministero degli Affari Esteri Italiano.

Ancora sulla prima fiera di semi tradizionali dello stato di S. PauloMore about the I S. Paulo state landrace fairAinda a respeito da I feira de sementes tradicionais do Estado de São Paulo

The I Landraces fair in S. Paulo took place in November, 2010. Right now, the director Adolfo Borges finished a excellent documentary about the Fair (in Portuguese).

To know more about the fair, please see here.

A I Feira de troca de sementes tradicionais do Estado de São Paulo aconteceu em Novembro de 2010; poucos dias atrás, o diretor Adolfo Borges completou um documentário muito bem feito sobre a feira.

Para saber mais sobre a feira, olha aqui.

Sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile in Brasile… mediante la conservazione e l’uso sostenibile delle risorse genetiche vegetaliFood security and sustainable development in Brazil… by the conservation and sustainable use of plant genetic resourcesSegurança alimentar e desenvolvimento sustentável no Brasil… mediante a conservação e o uso sustentável dos recursos genéticos vegetal

The Instituto Socioambiental applied for the Benefit-sharing Fund of the International Treaty on Genetic Resources for Food and Agriculture. The project title is: “Food security and sustainable development in Brazil, and, in particular, among the indigenous and traditional people of Xingu and Ribeira basins, by the conservation and sustainable us of plant genetic resources” and will involve directly more than 160 smallholders.

I contributed to the proposal writing.

We suggest the following documents, in order to have deeper understanding on the issues addressed in the project:

* FAO (2010). The Second Report on the State of the World’s Plant Genetic Resources for Food and Agriculture. Roma.

www.fao.org/docrep/013/i1500e/i1500e00.htm

* Mariante, A. d. S., M. J. A. Sampaio, et al., Eds. (2009). State of the Brazil’s plant genetic resources. Second national report. Brasília, Embrapa – Ministério da Agricultura.

www.fao.org/docrep/013/i1500e/Brazil.pdf

* FAO (2010). The State of Food Insecurity in the World. Addressing food insecurity in protracted crises. Roma.

www.fao.org/publications/sofi/en/

* IBGE (2006). Pesquisa Nacional por Amostra de Domicílios. Segurança Alimentar 2004. Rio de Janeiro.

www.ibge.gov.br/home/estatistica/populacao/trabalhoerendimento/pnad2004/suplalimentar2004/supl_alimentar2004.pdf

La fiera di semi tradizionali ora arriva a S. PauloLandraces fair, now reaching the S. Paulo stateA feira de sementes tradicionais chega em São Paulo

The idea of a fair of landraces exchange in the S. Paulo State rose within the Seed workgroup of the Council of Organic Production of the S. Paulo State (CPOrg/SP). The Instituto Kairós (of São Paulo) and the Instituto Socioambiental (ISA) organized the Fair, with the support of the Ministry of Agriculture and the Centro Paula Souza (body responsible for the professional training in the State).

Beyond organizing the fair, the Seed workgroup is discussing the forthcoming legislation about organic seeds.

Landraces fair in S. Paulo. Foto by Luca Fanelli / ISA

The I Feira de troca de sementes tradicionais/ crioulas do Estado de São Paulo took place in November the 4th, 2010, in the Espaço Cultural Tendal da Lapa. Participated to the event: Ribeira Valley quilombola (afro-descendant), farmers from Cunha (who, supported by the Serracima NGO, orgnized too a landraces exchange fair), from Botucatu, Ibitinga and Pederneiras (invited by the Associação Biodinâmica), from Itaberà (Coapri co-operative); from the Fazenda Figueira (Minas Gerais), from the S. Paulo metropolitan region (especially from the Embu das Artes and Parelheiros neighborhood).

On the stalls you could find more than 150 etnovarieties of seeds and seedlings: many varieties of maize and beans, not many of rice (these, from the Ribeira Valley and from Cunha), some vegetables varieties (20 from a farmer of Ibitinga, some others from Cunha), seeds and seedlings of different kinds of trees, seedlings of sweet potato, cará, sugar cane and cassava, mainly from the Ribeira Valley.

The fair showed the great wealth of realities within the State, working with landraces. At the same time, demonstrated the challenges to strengthen the event, as the involvement of other groups and the improvement of the number of etnovarieties, especially of the less represented species.

But the main challenge is actually to strengthen the groups engaged with the conservation and use of landraces, that has to bear on the farmers’ commitment and on suitable public policies, as recommended in the International Treaty on Plant Genetic Resources for Food and Agriculture.

Fiera di semi tradizionali rafforza l’unione dei contadini “quilombola”Landraces fair boosts quilombola peasants unionA feira de sementes tradicionais fortalece a união dos quilombolas

Translated from the news appeared on the Instituto Socioambiental website.

A woman from Ivaporunduva showing her landraces and seedlings. Eldorado, October the 23, 2010. Photo by Glenn Makuta.
A woman from Ivaporunduva showing her landraces and seedlings. Eldorado, October the 23, 2010. Photo by Glenn Makuta.

The Feira de Troca de Sementes e Mudas Tradicionais [Fair of Landraces Exchange] presented this year more than 100 etnovarieties of landraces and traditional seedlings. A generous offer of rice, beans, cassava, farmyard chicken – all natural inputs – allowed six cooks, also from the villages, to prepare a delicious collective lunch.

The Fair, at it 3rd edition, counted with new supporters, as of the Núcleo Oikos, as well as with long-standing ones, as the Norwegian Church Aid, while grew the engagement of the Instituto de Terras do Estado de São Paulo [Land Institute of S. Paulo State] and of the municipality of Eldorado and Itaóca. Local business supported with little sums the event too, and that it is very important, showing the involvement of the local society.

The renown the Fair is obtaining in wider circles was proved by the participation of other quilombola (afro-descendant) of the region (Peropava village, in Registro), craftswomens’ groups (Feito a Mão, from Apiaí), urban farmer (Ana do Mel and her family, from Embu-Guaçu), rural trade unions (of Cajatí), governmental bodies, as Ministério da Agricultura [Agriculture Ministry], Sabesp (in charge of the water), Cetesb (environment licensing) and Incra (land policy), among others. A group from S. Paulo, interested in knowing more about quilombola villages participated too, and after the Fair they followed, going to the Ivaporunduva e São Pedro villages, and spending there their week-end.

The landraces call to mind the roça (cropping) issue, that stays at the crossroad of other issues, as: community organization, the quilombola cultural system, biodiversity conservation, income generation, food security, involvement of the young generations and cropping normative framework. These issues were debated during a round of talks, held after the lunch, that involved quilombola villages representatives and invited visitors. […]

New challenges follow the work of those who are involved with roça (cropping), preparing a new fair. The fair, in the words of Ms. Zulmira, from Porto Velho, more than bringing food, brings much union: “For each fair, the sales grow and the relationship strengthen”, she said.

The fair was covered by the Globo Rural. Watch the video here (in Portuguese).

Visite per la prossima fiera dei semiGoing round for the next landraces fairVisitando comunidades, em preparação da próxima feira de sementes tradicionais

Woman and cultivated plot in Bombas, Iporanga (SP). Sept. 2010
Pict. 1. Donna e le sue coltivazioni, nel villaggio di Bombas, Iporanga (SP), Brasile. Set. 2010

Old and new house in Cangume, Itaoca (SP). Sept. 2010
Pict. 2. Il vecchio e il nuovo nelle abitazioni del villaggio di Cangume, Itaoca (SP), Brasile. Set. 2010
The river, the plot and the house, in Praia Grande, Iporanga (SP). Sept. 2010
Pict. 3. Il fiume, il campo e la casa, nel villaggio di Praia Grande, Iporanga (SP), Brasile. Set. 2010

Woman and cultivated plot in Bombas, Iporanga (SP). Sept. 2010
Pict. 1. Woman and cultivated plot in Bombas, Iporanga (SP). Sept. 2010

Old and new house in Cangume, Itaoca (SP). Sept. 2010
Pict. 2. Old and new house in Cangume, Itaoca (SP). Sept. 2010

The river, the plot and the house, in Praia Grande, Iporanga (SP). Sept. 2010
Pict. 3. The river, the plot and the house, in Praia Grande, Iporanga (SP). Sept. 2010

Woman and cultivated plot in Bombas, Iporanga (SP). Sept. 2010
1. Uma mulher e o seu quintal, em Bombas, Iporanga (SP). Set. 2010

Old and new house in Cangume, Itaoca (SP). Sept. 2010
2. O velho e o novo nas casas de Cangume, Itaoca (SP). Set. 2010
The river, the plot and the house, in Praia Grande, Iporanga (SP). Sept. 2010
Pict. 3. O rio, a roça e a casa, em Praia Grande, Iporanga (SP). Set. 2010

IV Seminario di ricerca della Vale do Ribeira (SP, Brasile)IV Vale do Ribeira’s Research SeminarIV Seminário de Pesquisa do Vale do Ribeira

Presenting two posters at the IV Seminário de Pesquisa do Vale do Ribeira:

Fanelli, Luca; Pasinato, Raquel. Sementes tradicionais em comunidades quilombolas do Vale do Ribeira (SP) [Landraces in quilombola villages of the Ribeira Valley].

Oliveira Junior, Clovis José Fernandes; Fanelli, Luca. Populações de palmeira juçara em comunidades quilombolas no Vale do Ribeira [Juçara palm population in quilombola villages of the Ribeira Valley].Dois posters apresentados ao IV Seminário de Pesquisa do Vale do Ribeira:

Fanelli, Luca; Pasinato, Raquel. Sementes tradicionais em comunidades quilombolas do Vale do Ribeira (SP) [Landraces in quilombola villages of the Ribeira Valley]

Oliveira Junior, Clovis José Fernandes; Fanelli, Luca. Populações de palmeira juçara em comunidades quilombolas no Vale do Ribeira [Juçara palm population in quilombola villages of the Ribeira Valley]

Troca de sementes nos blogsTroca de sementes nos blogsTroca de sementes nos blogs

Mais dois blos falando da II Feira de Troca de Sementes e Mudas Tradicionais das Comunidades Quilombolas do Vale do Ribeira:
COME-SE: Feira de troca de sementes no Vale do Ribeira – o vídeo (o delicioso blog da Neide Rigo)

O Blog do Topas: Troca de sementes
(um blog… português)

Mais informações na pagina relativa, no meu site.Mais dois blos falando da II Feira de Troca de Sementes e Mudas Tradicionais das Comunidades Quilombolas do Vale do Ribeira:
COME-SE: Feira de troca de sementes no Vale do Ribeira – o vídeo (o delicioso blog da Neide Rigo)

O Blog do Topas: Troca de sementes
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COME-SE: Feira de troca de sementes no Vale do Ribeira – o vídeo (o delicioso blog da Neide Rigo)

O Blog do Topas: Troca de sementes
(um blog… português)

Mais informações na pagina relativa, no meu site.