Programma della sessione “Quilombo e maroons dell’America”

Nel quadro del XXXVIII CONVEGNO INTERNAZIONALE DI AMERICANISTICA

Venerdì 6 maggio, ore 8.30

Sala del Consiglio Comunale, Palazzo dei Priori, Corso Vannucci 19 – Perugia

Sessione  “Quilombo e maroons dell’America: specchio delle differenze”

Véronique Boyer (Centre National de la Recherche Scientifique, France)
presenta Os antropólogos e os quilombolas: discursos eruditos, intervenções práticas, interpretações locais

Charles Beatty-Medina (Department of History, University of Toledo, United States)
presenta Africans in Native Garb, the legacy of marronage in the early Spanish Americas

Eliane Cantarino O’Dwyer (Departamento de Antropologia, Universidade Federal Fluminense, Brasil)
presenta Profetismos e práticas de cura: saber tradicional dos remanescentes de quilombo de Oriximiná-PA

Aderval Costa Filho (Departamento de Antropologia e Arqueologia, Faculdade de Filosofia e Ciências Humanas, Universidade Federal de Minas Gerais, Brasil)
presenta Quilombos no Brasil: processos identitários, territoriais, políticas de desenvolvimento e proteção/ omissão do Estado

Mary Kenny (Eastern Connecticut State University, United States)
presenta Identity, place and minor narratives: quilombolas in the sertão of northeast Brazil

Programma completo del Congresso.

Invito alla sessione “Quilombo e maroons dell’America” del Convegno Internazionale di Americanistica

Sono state pubblicate le sessioni del prossimo Convegno Internazionale di Americanistica: tra queste una dedicata ai quilombo, da me proposta. Sotto una breve presentazione. Il Convegno, organizzato per il 38° anno dal Circolo Amerindiano, si terrà a Perugia dal 3 al 10 maggio prossimo.

Le iscrizioni alla sessione sono aperte e possono essere fatte fino al 20 gennaio attraverso questo modulo.

Quilombo e maroons dell’America: specchio delle differenze

Tutta l’America è oggi caratterizzata dalla presenza di comunità di afro-discendenti, peculiari per natura collettiva ed rapporto con la società all’intorno, alternativamente di isolamento o contrapposizione – peraltro mai assolute e mai definitive. Sono chiamate variamente quilombo, palenque, mocambo, ecc.

Queste comunità si differenziano molto, per ragioni esogene (ad esempio le circostanze in cui la manodopera schiavile è stata introdotta nella regione, le peculiarità delle società nazionali nelle quali si trovano, i caratteri dei popoli precolombiani) ed endogene (le circostanze della formazione della comunità, la loro organizzazione, ecc.).

Alcune questioni sono trasversali ai diversi contesti e rappresentano interessanti spunti di riflessione; indichiamo, in particolare:
•    la tensione vissuta dalle popolazioni dei quilombo tra la spinta all’inclusione nella società all’intorno, da un lato, e alla differenziazione da questa, dall’altro;
•    il rapporto e i legami tra i quilombo nel/del passato e i quilombo contemporanei;
•   l’articolazione tra auto-affermazione dei quilombo, accesso alle risorse (in particolare la terra) e riparazione;
•    la relazione tra la cultura immateriale dei quilombo, quella delle società circostante e della società nazionale.

In questa sessione sono presentati casi studio riguardanti quilombo dei paesi dove essi sono presenti e sono discusse, tra le altre, le questioni sopra citate.

Donna nell'orto-giardino di casa, villaggio Cangume, comune Itaóca, Vale do Ribeira, stato di São Paulo, Brasile. Settembre 2010 (c) Luca Fanelli/ ISA
Donna nell’orto-giardino di casa, villaggio Cangume, comune Itaóca, Vale do Ribeira, stato di São Paulo, Brasile. Settembre 2010 (c) Luca Fanelli/ ISA

Sistema di produzione agricolo e patrimonio culturale immateriale

Un sistema di produzione agricolo può diventare patrimonio dell’umanità? Vi sono esempi in Brasile e in Italia? Questo contribuisce alla valorizzazione dei semi tradizionali?

Nell’ultima settimana di agosto si è svolta l’VIII edizione della Feira de Sementes do Vale do Ribeira, organizzata dall’Istituto Socioambiental e dai suoi partner ad Eldorado (SP), Brasile. Di questa manifestazione, alla cui “fondazione” ho partecipato, ho già scritto qui in varie occasioni.

La trasformazione in patrimonio culturale immateriale del sistema di produzione agricolo dei quilombo è stato l’argomento di una delle tavole rotonde (cfr. http://bit.ly/1Kjf7fU); questo processo è molto importante ed interessante, nell’ottica della valorizzazione di un sistema di produzione che rischia di perdersi, sia per pressioni esterne (principalmente gli impedimenti legali all’uso del fuoco), sia interne.

Conservazione dei fagioli per la semina dell'anno successivo. Villaggio Cangume, comune di , (SP), Brasil. Marzo 2009. Foto di Luca Fanelli/ ISA
Conservazione dei fagioli per la semina dell’anno successivo. Villaggio Cangume, comune di , (SP), Brasil. Marzo 2009. Foto di Luca Fanelli/ ISA

E’ significativo che, dei 180 beni immateriali individuati nell’Inventário Cultural de Quilombos do Vale do Ribeira, il primo ad essere stato scelto per avanzare nel processo di riconoscimento, sia il sistema di produzione agricolo tradizionale.

Le implicazioni e le sfide della costruzione dell’inventario della cultura immateriale dei quilombo della Vale do Ribeira sono state oggetto del mio intervento al XXXVII Convegno internazionale di americanistica (Perugia, maggio 2015), di cui riporto qui sotto le slide.

Incentivi e ostacoli alla conservazione dell’Euterpe edulis Mart. in villaggi di afro-discendenti nella Vale do RibeiraIncentives and impediments in conservation of Euterpe edulis Mart. in quilombolas communities from Ribeira ValleyIncentivos e impedimentos na conservação de Euterpe edulis Mart. em comunidades quilombolas do Vale do Ribeira

Juçara inventory
Inventario della juçara. Gennaio 2010. Credit: Luca Fanelli/ ISA

Questo lavoro analizza i risultati di un processo di intensificazione della presenza della palma juçara in villaggi di afro-discendenti (quilombo) nella Vale do Ribeira (stato di S. Paulo, Brasile), così come le difficoltà e gli ostacoli che si frappongono a una effettiva genstione sostenibile della stessa. Il lavoro è stato realizzato a partire da un inventario a campo delle popolazioni di palma, da workshop con i contadini e osservazione partecipante. I risultati indicano la necessità di incentivi, di affinamento delle politiche pubbliche e nella migliore strutturazione della gestione collettiva della risorsa.

Luca A. Fanelli, Nilto I. Tatto, Eduardo P. C. Gomes, Clovis J. Oliveira Jr., Incentivos e impedimentos na conservação de Euterpe edulis Mart. em comunidades quilombolas do Vale do Ribeira, «Revista Brasileira de Agroecologia», 7(2): 51-62.

Testo integrale in portoghese.

Juçara inventory
Juçara inventory. Jan. 2010. Credit: Luca Fanelli/ ISA

This paper analyzes the results of an Atlantic Forest enriched with seeds from palm juçara in Quilombo Communities in the Ribeira Valley – SP, as well as the difficulties and bottlenecks involved in implementation of sustainable management of this species. The work was constructed from field survey of populations of the palm and also in workshops and participant observation. The results indicate the need for improving incentives in public policy and in collective management of natural resource.

Luca A. Fanelli, Nilto I. Tatto, Eduardo P. C. Gomes, Clovis J. Oliveira Jr., Incentivos e impedimentos na conservação de Euterpe edulis Mart. em comunidades quilombolas do Vale do Ribeira, «Revista Brasileira de Agroecologia», 7(2): 51-62.

Full text in Portuguese.

Juçara inventory
Inventario da juçara. Janeiro de 2010. Credit: Luca Fanelli/ ISA

Este trabalho analisa o resultado de um processo de enriquecimento de palmeira juçara em Comunidades Quilombolas no Vale do Ribeira – SP, bem como as dificuldades e gargalos para implantação efetiva do manejo sustentável. O trabalho foi construído a partir de levantamento em campo das populações da palmeira e também na realização de oficinas e observação participante. Os resultados apontam necessidades de incentivos e melhoria nas políticas públicas e também na gestão coletiva do recurso.

Luca A. Fanelli, Nilto I. Tatto, Eduardo P. C. Gomes, Clovis J. Oliveira Jr., Incentivos e impedimentos na conservação de Euterpe edulis Mart. em comunidades quilombolas do Vale do Ribeira, «Revista Brasileira de Agroecologia», 7(2): 51-62.

Texto integral.

Diversità del “campesinato” brasiliano e delle sue lotte per la cittadinanza (registrazione e traccia intervento)The differentiation of the Brazilian peasantry and its struggles for citizenship (podcast and proceedings)A diferenciação do campesinato brasileiro e as suas lutas para a cidadania (gravação e texto)

Congresso Internazionale di Americanistica. Perugia. 9 maggio 2012.
Palazzo dei priori. Congresso Internazionale di Americanistica. Perugia. 9 maggio 2012. Foto di Carla Frova

Intervento presentato al XXXIV Convegno Internazionale di Americanistica, nella sessione: 19. Centralità dei margini e nuove forme di cittadinanza, coordinata dal Prof. João Pacheco de Oliveira e dal Prof. Roberto Malighetti.

Registrazione dell’intervento

Audio (20 min., italiano)

Traccia dell’intervento

Il mio contributo cerca di dare conto di una serie di trasformazioni nella relazione tra identità collettiva di gruppi abitano la campagna brasiliana, i movimenti che li rappresentano, i dispositivi legislativi che si riferiscono loro e come queste trasformazioni si inseriscono nel quadro della cittadinanza di questi gruppi nella società nazionale.

La mia attenzione si rivolge particolarmente a due gruppi particolari, ovvero i contadini storici del Baixo-Amazonas (Stato del Parà), da un lato, e i quilombola della Vale do Ribeira (Stato di S. Paulo), dall’altra, ma frequenti saranno i riferimenti agli abitanti delle campagne più in generale.

Nessuno di questi due questi gruppi, molto eterogenei al loro interno, hanno sviluppato sino agli anni Settanta del Novecento forme di auto-rappresentazioni forti. Parimenti non hanno sviluppato delle forti organizzazioni che li rappresentino.

Proprio perché tali movimenti rappresentano a tutti gli effetti dei gruppi latenti, senza strumenti di decisione interna e vincolo di rappresentanza, non focalizzeremo la nostra attenzione sull’autorappresentazione identitaria di questi gruppi, che sarà invece posta ai gruppi organizzati (Boudon, Bourricaud, 1989, Action (collective)), che in entrambe i casi sono rappresentati dai villaggi, o da gruppi di villaggi; l’autorappresentazione identitaria dei movimenti sarà quindi lasciata sullo sfondo, e usata come oggetto di confronto con quella dei gruppi. E’ evidente che esistono anche delle differenze e dei conflitti tra le autorappresentazioni dei gruppi organizzati e dei loro membri; anche a questo faremo riferimento.

La cittadinanza è intesa in questa sede come la garanzia effettiva di diritti civili, politici e sociali; la partecipazione alle istituzioni politiche; il senso di appartenenza alle comunità di contesto (cfr. Leydet, 2011).

Nota metodologica e fonti

Ricerca non accademica ma sviluppata a partire dal lavoro sul campo.

Riflessione sul rapporto tra i sogni personali e della nostra società e quelli delle persone coinvolte nei progetti di sviluppo locale e la loro società.

Le domande

Questi gruppi hanno posto in atto strategie per vedere riconosciuta la loro cittadinanza negli ultimi trent’anni? (Hanno i contadini brasiliani posto in atto delle strategie per vedere riconosciuta la loro cittadinanza negli ultimi trent’anni?)

Hanno queste strategie qualcosa di nuovo? (Queste strategie sono cambiate nel corso degli anni?)

Due precedenti: 1. Rivendicazione della riforma agraria come giustizia distributiva, successo del concetto di sem terra

Brasile

Baixo-Amazonas

Vale do Ribeira

Prima del 1980

Creazione dei sindacati in Acre

Creazione della FLONA Tapajós

1980-1984

– Conquista del STR di Santarém (Leroy, 1989)

– Lavoro di base della CPT (Santos, Tatto, 2008, p. 10)

1985-1989

– MST, congresso di Curitiba

– 1° incontro nazionale dei seringueiros

– Lavoro di base della CPT

1990-1994

– Creazione dell’EAACONE e del MOAB

1995-1999

– Frechal reserva quilombola

– Resex Tapajos-Arapiuns

– Primi riconoscimenti di terre di quilombo
– Inizio delle attività dell’Istituto Socioambiental (ISA)

2000-2004

– Consiglio FLONA Tapajós

– Primi atti amministrativi limiti terre

2005-2009

– Rafforzamento dell’intervento dell’ISA

2010-2012

– Primo titolo definitivo

Nel decennio della democratizzazione e in quello successivo, a livello brasiliano, la principale forma di rivendicazione della cittadinanza è stata quella che va sotto la bandiera della riforma agraria. Questa rivendicazione è stata portata avanti da soggetti molto diversi, a livello locale, statale e nazionale. A livello nazionale i soggetti più significativi che si sono fatti promotori di questa rivendicazioni, in modi molto diversi e spesso contrapposti sono stati il movimento sindacale e il Movimento Sem Terra (MST).

Questo di fatto ripropone in chiave nuova ma in termini molto simili alla contrapposizione tematizzata dalla teologia della liberazione tra oppresso e oppressore, categorie ovviamente ideali.

Due precedenti: 2. Questione agraria oltre la riforma agraria: la tortuosa storia dell’identità contadina

Se il Movimento Sem Terra si concentrava sin da subito sulla dimensione dell’accesso alla risorsa per eccellenza, la terra, come elemento di cittadinanza, i sindacati dei lavoratori della terra diversificavano molto di più la loro richiesta, indirizzandola soprattutto nei termini di benefici; il legame più pratico e meno ideologico tra leader sindacali nazionali e leader locali, e tra questi e il gruppo latente da questi rappresentato, ha fatto sì che anche le auto-rappresentazioni identitarie siano state meno rilevanti e meno efficaci.

Ciò nonostante, in un ambito più tecnico che di movimento sociale, sorge il termine agricoltura familiare, che verrà ad assumere nel corso degli anni una forza crescente, sussumendo, a suon di politiche pubbliche, tutte le società che vivono il rurale.

Contemporaneamente a questi processi, negli anni Ottanta e Novanta del Novecento vanno sviluppandosi rivendicazioni differenti, fondate su categorie di auto-rappresentazione differenti. I due gruppi di cui qui trattiamo interpretano bene due di questi casi.

I fattori creativi: 1. sviluppo e modo di appropriazione delle risorse naturali

Nel caso del Baixo-Amazonas iniziano a svilupparsi movimenti che rivendicano allo stesso tempo la garanzia dell’accesso alle risorse naturali e l’accesso a beni e servizi. Come nel caso dell’Acre, dove questo tipo di movimenti hanno inizio, tre fattori ne favoriscono la nascita:

a) la conquista dei sindacati dei lavoratori della terra da parte di componenti più combattive – fenomeno che caratterizza tutto il Brasile negli anni appena anteriori e appena posteriori alla democratizzazione

b) la scia della forte pressione imposta alle popolazioni amazzoniche da parte dei progetti di colonizzazione intrapresi dalla dittatura militare

c) l’affermarsi di un modello preservazionista per quanto riguarda le risorse naturali, con la creazione dei parchi

I contadini amazzonici si riappropriano del modello preservazionista imposto dall’esterno, che viene trasformato in uno strumento di rivendicazione di diritti.

Essi propongono un nuovo «patto» alla società nazionale, in cui, in cambio della garanzia della terra, «offrono» la conservazione delle risorse naturali.

I fattori creativi 2. la giustizia riparatrice

Lo spartiacque è il dispositivo che istituisce i quilombo nella costituzione del 1988.

Nel momento in cui entra nella Costituzione, nemmeno i costituenti hanno ben chiaro di che cosa si tratta: in quel momento ci si riferisce soprattutto all’eredità dei quilombo storici, laddove invece, in breve tempo, verrà alla luce la realtà ampia e multiforme dei quilombo contemporanei.

Attraverso la risemantizzazione e la produzione del concetto di quilombo, il richiamo alla tradizione e a un’identità di gruppo, si trasforma in uno strumento forte di rivendicazione di uno spazio nella società.

Nel caso della Vale do Ribeira questo processo impiega un tempo più lungo che in altre parti del paese: il lavoro di sensibilizzazione, portato avanti da soggetti esterni, inizia negli anni Novanta, e i primi riconoscimenti risalgono agli anni in cui Frechal diventa resex quilombola.

I fattori di crisi: uno sguardo più ampio

L’affermarsi di queste nuove dimensioni di rivendicazione della cittadinanza si accompagnano a una crisi delle altre strategie.

I motivi:

a) La progressiva distinzione concettuale (e politica) della questione agraria, dalla questione dello sviluppo economico.

b) La debolezza dei grandi mediatori – MST, CPT – che, malgré tout, non riescono a sussumere nella categoria sem terra – uno spettro più ampio di soggetti sociali locali.

Ma ciò che vogliamo sottolineare ora è soprattutto l’inefficacia di queste dimensioni di rendere conto di dimensioni non riducibili, ovvero il rapporto che i soggetti hanno con i territori d’origine, con i territori e la dimensione geografica, ovvero dove le persone si trovano. Elementi che, fra l’altro, tornano all’ordine del giorno quando si creano gli insediamenti stessi. Tutto questo a fronte invece di una contrapposizione oppressi – oppressori molto più generale di queste.

Secondo Almeida (Almeida, 2008) le nuove identità collettive si sovrappongono a quella sindacale senza rottura, mentre a mio parere questa rottura c’è: l’adesione al sindacato rimane strumentale, mentre le rivendicazioni si concentrano sull’aspetto più identitario, relativo al particolare rapporto con le risorse naturali o a un particolare legame con un passato storico.

Insomma la riproposizione dell’accesso alla terra di pone proprio facendo appello ad elementi che nella concezione più generalista non erano considerati, e passando da un concetto generico di giustizia sociale, a concetti radicati in dimensioni meno laiche e più viscerali, quali le radici nella terra, il diritto originario alla terra, un modo di vita culturalmente diverso – pur se inseriti, ad altro livello, nel quadro dei diritti umani. Questo si inserisce in una più ampia e profonda crisi di modelli universalistici di cittadinanza, a favore di modelli differenzialisti (Leydet, 2011, §2), sebbene le diseguaglianze, per quanto invocate come «naturali» – proprio in risposta a questo nuovo quadro ideologico – vengono subitamente depurate di questo elemento e convertite in diseguaglianze sociali[1].

Conclusioni

1) Sia i contadini storici amazzonici, sia i quilombo hanno messo in atto negli ultimi trent’anni delle strategie per accedere ai diritti civili, politici e sociali, rivendicando un ruolo nelle società di contesto

a) per il particolare rapporto con le risorse naturali, più rispettoso e quindi utile o a controbilanciare l’uso indiscriminato o a proporre un diverso modello di sviluppo e/o

b) per un debito storico che la società stessa ha nei loro confronti.

2) Queste strategie sono state a diverso titolo interpretate sia a livello di gruppi latenti, sia a livello di gruppi organizzati (villaggi), sia infine di strategie famigliari e individuali, sebbene in costante conflitto tra una dimensione di auto-rappresentazione esterna e una di auto-rappresentazione e pratica interna.

3) Queste strategie rappresentano una reale novità, in quanto spostano l’accento da una giustizia sociale basata sulle risorse a dimensioni più innervate con l’identità.

4) Proprio anche per questo motivo, il senso di appartenenza alla comunità di contesto, invece di darsi per via di assimilazione, si dà per via di identificazione, proponendo quindi alla società nazionale di accettare una diversità, della quale essi sono componenti. Ciò sembra in qualche modo proporre una strada, seppur precaria e provvisoria, al superamento dell’aporia costituita dalla contrapposizione etimologica tra la cittadinanza e l’essere contadino, ovvero non-cittadino.

Bibliografia

Alfredo Wagner B. de Almeida, Terra de quilombo, terras indígenas, “babaçuais livre”, “castanhais do povo”, faixinais e fundos de pasto: terras tradicionalmente ocupadas, PGSCA – UFAM, Manaus 2008

Raymond Boudon, François Bourricaud, A critical dictionary of sociology, Routledge, 1989 [1986]

Alessandro Cavalli, Classe, in Norberto Bobbio, Nicola Matteucci and Gianfranco Pasquino (a cura di), Dicionário de política, Universidade de Brasília, Brasília 199811 [1983]

Jean-Pierre Leroy, Uma chama na Amazônia. Campesinato, consciência de classe e educação. O Movimento Sindical dos Trabalhadores Rurais de Santarém (1974-85), Tesi (FGV), 1989

Dominique Leydet, Citizenship, The Stanford Encyclopedia of Philosophy, Aug. 1, 2011, Indirizzo: http://plato.stanford.edu/, consultato il: 31/03/2012

Katia M. Pacheco dos Santos, Nilto Tatto, Agenda Socioambiental de Comunidades Quilombolas do Vale do Ribeira, Instituto Socioambiental, São Paulo 2008

Note

[1] Todos “estão de acordo em pensar que as classes sociais são uma conseqüência das desigualdades existentes na sociedade. Isto já permite uma rigorosa delimitação dos fenômenos que entram nos limites da aplicação do conceito de Classe, uma vez que: 1) torna possível excluir tudo o que entra na categoria das desigualdades naturais; 2) faz referência apenas às desigualdades que não são casuais e se revelam de modo sistemático e estruturado. Isso não impede, porém, que haja desigualdades naturais que adquirem relevância na sociedade e se convertem, por isso, em desigualdades sociais” (Alessandro Cavalli, Classe, in Norberto Bobbio, Nicola Matteucci and Gianfranco Pasquino (a cura di), Dicionário de política, Universidade de Brasília, Brasília 199811 [1983], p. 169-170, corsivo mio).



Diversità del “campesinato” brasiliano e delle sue lotte per la cittadinanzaThe differentiation of the Brazilian peasantry and its struggles for citizenshipA diferenciação do campesinato brasileiro e as suas lutas para a cidadania

Group of peasants debates during a workshop of the "juçara network". Quilombo of Campinho (Rio de Janeiro). 2010. Credits: Luca Fanelli/ ISA/ Rede Juçara
Group of peasants debates during a workshop of the “juçara network”. Quilombo of Campinho (Rio de Janeiro). 2010. Credits: Luca Fanelli/ ISA/ Rede Juçara

Intervento presentato al XXXIV Convegno Internazionale di Americanistica, nella sessione: 19. Centralità dei margini e nuove forme di cittadinanza, coordinata dal Prof. João Pacheco de Oliveira e dal Prof. Roberto Malighetti.

Diversità del “campesinato” brasiliano e delle sue lotte per la cittadinanza

La lotta per la riforma agraria, che, dagli anni Settanta del Novecento, ha coinvolto in Brasile un ampio spettro di forze sociali e politiche, ha promosso una nuova cittadinanza per popolazioni rurali (e urbane) marginalizzate. Nel corso degli anni Novanta si sono progressivamente andate affermando, nell’ambito rurale, nuove bandiere di lotta, la cui base prevalente non era più “di classe”, come è nel caso delle lotte appena menzionate per la riforma agraria. In particolare si sono azionati gruppi che hanno rivendicato la terra: a) in nome di un particolare rapporto con le risorse naturali (con riferimento all’ecologia e allo sviluppo sostenibile) e b) in nome del debito storico che la nazione ha contratto con gli ex-schiavi di origine africana (i remanescentes de quilombos).

Group of peasants debates during a workshop of the "juçara network". Quilombo of Campinho (Rio de Janeiro). 2010. Credits: Luca Fanelli/ ISA/ Rede Juçara
Group of peasants debates during a workshop of the “juçara network”. Quilombo of Campinho (Rio de Janeiro). 2010. Credits: Luca Fanelli/ ISA/ Rede Juçara

The following abstract I submitted was accepted for the session Margins centrality and new forms of citizenship of the XXXIV Convegno Internazionale di Americanistica (Perugia 2012):

 The differentiation of the Brazilian peasantry and its struggles for citizenship

Abstract: The struggle for agrarian reform, from the Seventies of the XX century, involved a wide range of social and political actors and fostered a new citizenship for rural (and urban) marginalized people. During the Nineties, within the rural arena, struggles of a new kind rose; their ground wasn’t any more a concept of “class”, as it is the case for the above mentioned struggles. In particular, the actors claimed the land based on: a) a specific relationship with natural resources (related to ecology and sustainable development) and b) the historical debt the nation contracted with the former afro-descendant slaves (remanescentes de quilombos).

This session will be held in Perugia, Wednesday, March the 9th, 2012.

Group of peasants debates during a workshop of the "juçara network". Quilombo of Campinho (Rio de Janeiro). 2010. Credits: Luca Fanelli/ ISA/ Rede Juçara
Group of peasants debates during a workshop of the “juçara network”. Quilombo of Campinho (Rio de Janeiro). 2010. Credits: Luca Fanelli/ ISA/ Rede Juçara

Ponencia apresentada no XXXIV Congresso Internacional de Americanistica, na sessão 19. Centralidade dos margens e novas formas de cidadania, coordenada pelo Prof. João Pacheco de Oliveira e pelo Prof. Roberto Malighetti.

A diferenciação do campesinato brasileiro e as suas lutas para a cidadania

A luta pela reforma agrária, que, desde a década de Setenta dos Novecentos, envolveu no Brasil um amplo leque de forças sociais e políticas, promoveu uma nova cidadania para os povos marginalizados do campo (e da cidade). No decorrer da década de Noventa foram se afirmando, no campo, novas bandeiras de luta, cuja base não era mais a “classe”, como era no caso das lutas pela reforma agrária das quais falamos. Especificamente, ativaram-se grupos que reivindicavam a terra: a) baseados numa relação peculiar com os recursos naturais (em relação à ecologia e desenvolvimento sustentável) e b) baseados na dívida histórica que a nação tem em relação aos descendentes de escravos de origem africana (é o caso dos remanescentes de quilombo).

Sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile in Brasile… mediante la conservazione e l’uso sostenibile delle risorse genetiche vegetaliFood security and sustainable development in Brazil… by the conservation and sustainable use of plant genetic resourcesSegurança alimentar e desenvolvimento sustentável no Brasil… mediante a conservação e o uso sustentável dos recursos genéticos vegetal

The Instituto Socioambiental applied for the Benefit-sharing Fund of the International Treaty on Genetic Resources for Food and Agriculture. The project title is: “Food security and sustainable development in Brazil, and, in particular, among the indigenous and traditional people of Xingu and Ribeira basins, by the conservation and sustainable us of plant genetic resources” and will involve directly more than 160 smallholders.

I contributed to the proposal writing.

We suggest the following documents, in order to have deeper understanding on the issues addressed in the project:

* FAO (2010). The Second Report on the State of the World’s Plant Genetic Resources for Food and Agriculture. Roma.

www.fao.org/docrep/013/i1500e/i1500e00.htm

* Mariante, A. d. S., M. J. A. Sampaio, et al., Eds. (2009). State of the Brazil’s plant genetic resources. Second national report. Brasília, Embrapa – Ministério da Agricultura.

www.fao.org/docrep/013/i1500e/Brazil.pdf

* FAO (2010). The State of Food Insecurity in the World. Addressing food insecurity in protracted crises. Roma.

www.fao.org/publications/sofi/en/

* IBGE (2006). Pesquisa Nacional por Amostra de Domicílios. Segurança Alimentar 2004. Rio de Janeiro.

www.ibge.gov.br/home/estatistica/populacao/trabalhoerendimento/pnad2004/suplalimentar2004/supl_alimentar2004.pdf

La fiera di semi tradizionali ora arriva a S. PauloLandraces fair, now reaching the S. Paulo stateA feira de sementes tradicionais chega em São Paulo

The idea of a fair of landraces exchange in the S. Paulo State rose within the Seed workgroup of the Council of Organic Production of the S. Paulo State (CPOrg/SP). The Instituto Kairós (of São Paulo) and the Instituto Socioambiental (ISA) organized the Fair, with the support of the Ministry of Agriculture and the Centro Paula Souza (body responsible for the professional training in the State).

Beyond organizing the fair, the Seed workgroup is discussing the forthcoming legislation about organic seeds.

Landraces fair in S. Paulo. Foto by Luca Fanelli / ISA

The I Feira de troca de sementes tradicionais/ crioulas do Estado de São Paulo took place in November the 4th, 2010, in the Espaço Cultural Tendal da Lapa. Participated to the event: Ribeira Valley quilombola (afro-descendant), farmers from Cunha (who, supported by the Serracima NGO, orgnized too a landraces exchange fair), from Botucatu, Ibitinga and Pederneiras (invited by the Associação Biodinâmica), from Itaberà (Coapri co-operative); from the Fazenda Figueira (Minas Gerais), from the S. Paulo metropolitan region (especially from the Embu das Artes and Parelheiros neighborhood).

On the stalls you could find more than 150 etnovarieties of seeds and seedlings: many varieties of maize and beans, not many of rice (these, from the Ribeira Valley and from Cunha), some vegetables varieties (20 from a farmer of Ibitinga, some others from Cunha), seeds and seedlings of different kinds of trees, seedlings of sweet potato, cará, sugar cane and cassava, mainly from the Ribeira Valley.

The fair showed the great wealth of realities within the State, working with landraces. At the same time, demonstrated the challenges to strengthen the event, as the involvement of other groups and the improvement of the number of etnovarieties, especially of the less represented species.

But the main challenge is actually to strengthen the groups engaged with the conservation and use of landraces, that has to bear on the farmers’ commitment and on suitable public policies, as recommended in the International Treaty on Plant Genetic Resources for Food and Agriculture.

Fiera di semi tradizionali rafforza l’unione dei contadini “quilombola”Landraces fair boosts quilombola peasants unionA feira de sementes tradicionais fortalece a união dos quilombolas

Translated from the news appeared on the Instituto Socioambiental website.

A woman from Ivaporunduva showing her landraces and seedlings. Eldorado, October the 23, 2010. Photo by Glenn Makuta.
A woman from Ivaporunduva showing her landraces and seedlings. Eldorado, October the 23, 2010. Photo by Glenn Makuta.

The Feira de Troca de Sementes e Mudas Tradicionais [Fair of Landraces Exchange] presented this year more than 100 etnovarieties of landraces and traditional seedlings. A generous offer of rice, beans, cassava, farmyard chicken – all natural inputs – allowed six cooks, also from the villages, to prepare a delicious collective lunch.

The Fair, at it 3rd edition, counted with new supporters, as of the Núcleo Oikos, as well as with long-standing ones, as the Norwegian Church Aid, while grew the engagement of the Instituto de Terras do Estado de São Paulo [Land Institute of S. Paulo State] and of the municipality of Eldorado and Itaóca. Local business supported with little sums the event too, and that it is very important, showing the involvement of the local society.

The renown the Fair is obtaining in wider circles was proved by the participation of other quilombola (afro-descendant) of the region (Peropava village, in Registro), craftswomens’ groups (Feito a Mão, from Apiaí), urban farmer (Ana do Mel and her family, from Embu-Guaçu), rural trade unions (of Cajatí), governmental bodies, as Ministério da Agricultura [Agriculture Ministry], Sabesp (in charge of the water), Cetesb (environment licensing) and Incra (land policy), among others. A group from S. Paulo, interested in knowing more about quilombola villages participated too, and after the Fair they followed, going to the Ivaporunduva e São Pedro villages, and spending there their week-end.

The landraces call to mind the roça (cropping) issue, that stays at the crossroad of other issues, as: community organization, the quilombola cultural system, biodiversity conservation, income generation, food security, involvement of the young generations and cropping normative framework. These issues were debated during a round of talks, held after the lunch, that involved quilombola villages representatives and invited visitors. […]

New challenges follow the work of those who are involved with roça (cropping), preparing a new fair. The fair, in the words of Ms. Zulmira, from Porto Velho, more than bringing food, brings much union: “For each fair, the sales grow and the relationship strengthen”, she said.

The fair was covered by the Globo Rural. Watch the video here (in Portuguese).