Jan Brueghel il giovane, Vanitas (particolare), 1631. Galleria Sabauda, Torino

Spendere BENE

Spendere BENE. L’espressione eredita dall’avverbio con la quale è composta l’ambiguità di fondo1. Spendere in modo “buono, retto, giusto“, oppure in modo “conveniente, opportuno, vantaggioso“? Quando si affronta la questione nell’ambito sociale, la contraddizione esplode.

Perché ognuno ha un’idea abbastanza formata di quale sia il modo buono di spendere i soldi, anche quando non è del tutto chiaro quale sia il modo vantaggioso. Molti si fanno un’idea anche di quale sia il modo buono per gli altri di spendere i soldi e magari di quale sia il modo più vantaggioso.

I due aspetti sono distinti, ma il cortocircuito è immediato.

Prendiamo un esempio concreto, che ho incontrato più volte nei percorsi di riflessione sull’uso del denaro che ho realizzato per ActionAid (cfr. i progetti Ora facciamo i conti e Contiamo insieme): una mamma che deve decidere se usare una piccola somma (€ 170) per pagare tutto l’affitto di casa o per organizzare una piccola festicciola per la figlia che fa gli anni.

Sull’asse buono/ cattivo si confrontano due possibili scelte:

a) prima viene il dovere di pagare l’affitto (se non ci sono soldi si taglia sulle feste) CONTRO b) la gioia della figlia e la reputazione della famiglia è più della importante della rendita del proprietario (pubblico o privato che sia).

Sull’asse vantaggioso/ non vantaggioso anche si confrontano due scelte:

c) se non si paga l’affitto si viene cacciati di casa (da ciò derivano molti altri problemi) CONTRO d) in una situazione economicamente incerta è importante avere una rete di amici e conoscenti (che si alimenta anche mediante le festicciole).

Come ho scritto sopra, in genere abbiamo le idee più chiare rispetto all’asse buono/ cattivo, che a quello vantaggioso/ non vantaggioso (in genere, non vale per tutti). Quindi, se non siamo la mamma in questione, ci sembra più semplice scegliere tra (a) e (b), che tra (c) e (d), oppure cerchiamo di far di tutto per accomodare (a) e (b), suggerendo che si possono invitare tutti gli amichetti della figlia al parchetto senza spendere nulla (magari puntando su un porta tecum)2.

In contesti diversi la scelta sull’asse vantaggioso/ non vantaggioso può essere una scelta molto tecnica (mettere i propri soldi in azioni o in un fondo pensione può essere equivalente sull’asse buono/ cattivo, ma avere esiti molto diversi in termini di ritorno finanziario); ma nel caso in questione — e in tanti casi simili — no e poiché confrontare mele con banane è arduo, non solo è difficile scegliere tra (c) e (d), ma molti “ben-pensanti” volentieri vorranno consigliare alla mamma qual è la scelta migliore — non dovendola fare loro.


 

 

L’immagine dell’intestazione è un particolare del dipinto Vanitas di Jan Brueghel il giovane, del 1631, conservata alla Galleria Sabauda di Torino (cfr. www.galleriasabauda.beniculturali.it/catalogo/#page/222). Nella parte principale della tela la personificazione della vanità è circondata da mille cianfrusaglie ed è accompagnata da due puttini, che peraltro non si curano di lei; sullo sfondo sono invece rappresentate scene ad alto contenuto sociale: dei compagni che s’abbuffano insieme, delle scene di saltimbanchi e di feste paesane. E’ molto probabile che l’autore abbia voluto accomunare tanti oggetti inutili e queste manifestazioni futili, nella più ampia categoria del vano e del vacuo. Una lettura diversa, non fedele ma che ci fa gioco, può invece interpretare la divisione tra le due “vanità” come non piccola: in un caso le ricchezze si sono spese per acquistare oggetti preziosi e alla fine si rimane soli; nel secondo caso i soldi van spesi con altri e si sta in compagnia.

  1. Nel dizionario Treccani online, significato a. È l’avverbio corrispondente all’agg. buono, e significa perciò in modo buono, retto, giusto, o conveniente, opportuno, vantaggioso, in modo insomma da dare soddisfazione piena, cfr. www.treccani.it/vocabolario/bene1
  2. Nei percorsi Ora facciamo i conti e Contiamo insieme cerchiamo di agire molto sulla possibilità di trovare forme di consumo che raggiungano uno stesso fine, ma con spesa minore. Sono piste molto interessanti, ma non sempre questo è possibile e se qualcuno vi assicura che lo sia, bisogna stare attenti. Inoltre, per essere possibile, il cambiamento delle forme di consumo deve coinvolgere il gruppo di riferimento del singolo — sia questo gruppo reale o virtuale

Lascia una risposta