Census missing

Manca un censimento

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra (Luca 2,1).

La sospensione della realizzazione del censimento in Brasile, già in ritardo di un anno, mette in luce quanto un’indagine statistica come questa, data ormai per scontata in molti paesi, è così fondamentale.

Dati sempre più precisi

Nel corso degli anni la disponibilità di dati statistici è aumentata considerevolmente e ciò nonostante la richiesta di dati più specifici, più precisi o più dettagliati è sempre viva. Per fare un esempio italiano, tra quelli che conosco meglio, si può citare il dato sulla povertà assoluta, rilevato dall’ISTAT ogni anno con un’indagine sui consumi delle famiglie. Al riguardo, chi opera nel settore sente una fortissima mancanza di una disaggregazione inter-familiare, ovvero che vada ad osservare il livello di povertà dei diversi componenti del nucleo familiare. Una misura che non rileva queste differenze presuppone che il reddito e la ricchezza di un nucleo siano divisi equamente al suo interno, cosa che empiricamente non è dimostrata; viceversa, una disaggregazione di questo tipo ci permetterebbe di comprendere meglio come la povertà incide sulle donne e sugli uomini e come incide sui giovani e sugli anziani, all’interno della stessa famiglia. Un’altra disaggregazione particolarmente utile sarebbe quella a livello geografico. Oggi l’unità di osservazione è la macro-ripartizione e ne sono delineate cinque: Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud ed Isole. Sarebbe importante capire a livello molto più puntuale come si distribuisce la povertà, se non a livello comunale o di quartiere, almeno a livello di ambito sociale territoriale, che è l’unità geografica, ad esempio, dei servizi sociali. L’utilità di un livello maggiore di dettaglio è indubbia: permette di disegnare migliori politiche pubbliche ed azioni e consente di indirizzarle in modo più preciso ed infine misurarne più accuratamente il risultato. Al tempo stesso, un livello maggiore di dettaglio implica costi maggiori.

Ampliando l’orizzonte

Guardando fuori dal nostro orticello, le questioni sono ben diverse. Prendiamo il caso del censimento della popolazione, che è la statistica più diffusa e anche più antica. “L’origine del censimento è assai remota”, si legge nel Dizionario di Storia Bruno Mondadori, “le enumerazioni della popolazione sono i primi rilevamenti statistici dei quali si ha memoria. Si hanno documentazioni al riguardo per le antiche civiltà cinesi, egiziane, assire, ebraiche e, greche e romane. Si usa di solito collocare l’inizio della fase moderna dei censimenti nel XVII secolo, quando diversi stati (paesi scandinavi, Spagna, Stati Uniti d’America) procedettero a operazioni censuarie con finalità e requisiti vicini a quelli contemporanei 1. Oggi, buona parte degli Stati nel mondo portano avanti qualche tipo di censimento. Ciò nonostante la periodicità è la qualità di queste rilevazioni è molto variabile. Le Nazioni Unite tengono traccia di queste rilevazioni. In un recente report si osserva che, dei 240 stati mappati, l’8% ha dati censuari datati a prima del 2004 e il 67% ha realizzato il censimento tra il 2005 e il 2014 2.

Brasile 2021

Nonostante questo panorama, nei paesi a reddito medio è alto il censimento è qualcosa che ormai si dà per scontato. E’ per questo motivo che sta sollevando grandi polemiche quanto accade in queste settimane in Brasile. Il censimento della popolazione brasiliana era previsto per il 2020 (“nella sua veste moderna il censimento deve rispondere ai seguenti requisiti: deve essere diretto, individuale, universale, simultaneo e con una periodicità definita” [1). Non essendo stato realizzato nel 2020 a causa della pandemia, è stato rimandato al 2021. Nel bilancio dello Stato, approvato a fine 2020, invece dei 2 miliardi di Reais (circa 315 milioni di euro) necessari per la realizzazione del censimento, ne sono stati messi solo 71 milioni (circa 11 mila euro) 4. A fronte di questa situazione, il direttore dell’IBGE (l’istituto di statistica brasiliano), appena nominato, il I maggio afferma che è ancora possibile realizzare il censimento, se si reintegrano i 2 miliardi. Di opinione diversa i funzionari dell’istituto, che affermano negli stessi giorni che non è più possibile realizzarlo nell’anno corrente. La questione è già arrivata al Supremo Tribunal Federal (massimo organo della magistratura), che ha emanato una sentenza che obbliga il governo a realizzare il censimento — dunque a reintrodurre uno stanziamento sufficiente a questo fine 5. L’8 maggio la sentenza è stata impugnata dal governo, che intende realizzarlo nell’anno successivo 6. Secondo gli specialisti il ritardo di due anni nella realizzazione del censimento determina una perdita di qualità nelle politiche sociali, una riduzione nella distribuzione di risorse ai comuni e un disallineamento nei dati su occupazione e reddito 7. Altri affermano che il “blackout di dati” è intenzionale da parte del governo 8.Come sottolinea in una nota l’Instituto Socioambiental, la non realizzazione del censimento in quest’anno avrebbe delle conseguenze molto gravi per le politiche pubbliche, in particolare per quelle parti della popolazione meno protette: indigeni, quilombola (afro-discendenti) e altri popoli e comunità tradizionali del Brasile. “L’indirizzo delle risorse per le politiche pubbliche si basa sui dati demografici. I popoli indigeni sono stati danneggiati totalmente nel piano nazionale di vaccinazione, proprio perché la loro numerosità è stata sottostimata”, afferma nella nota Dinaman Tuxá, il coordinatore esecutivo dell’Articulação dos Povos Indígenas do Brasil (Apib) 9

  1. S. Guarracino, A. De Bernardi, Dizionario di storia, Bruno Mondadori Editore, Milano 1995
  2. United Nations, Population and Vital Statistics Report, jan. 2021, disponibile all’indirizzo: https://unstats.un.org/unsd/demographic-social/products/vitstats/sets/Series_A_2021.pdf
  3. S. Guarracino, A. De Bernardi, Dizionario di storia, Bruno Mondadori Editore, Milano 1995
  4. Redação, É preciso fazer o censo, in «Folha de São Paulo», 2021, p. 2
  5. E. Cucolo, Censo pode ser feito em 2021, se houver verba, diz presidente do IBGE, in «Folha de São Paulo», 1/5/2021, p. 26
  6. T. Resende, AGU recorre da ordem do Supremo de realizar o Censo em 2021, in «Folha de São Paulo», 8/5/2021, p. 24
  7. D. Gavras, Adiamento do Censo prejudica políticas sociais e repasses, in «Folha de São Paulo», 23/4/2021, p. 19
  8. B. Boghossian, Apagão de dados é política do governo que corta o censo, in «Folha de São Paulo», 25/4/2021, pp. 1–2
  9. Cfr. www.socioambiental.org/pt-br/noticias-socioambientais/corte-no-censo-2021-ameaca-politicas-publicas-para-povos-indigenas-e-tradicionais

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